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Atalanta-Fiorentina 2-0, Palladino si rialza: la Dea riparte, viola sempre più nel baratro

Redazione
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Match Report

Prima vittoria in Serie A per l’Atalanta targata Palladino: decidono Kossounou e Lookman in una serata in cui la Fiorentina colpisce un palo con Kean e conferma tutte le sue fragilità.

Alla New Balance Arena va in scena una partita che vale molto più del semplice incrocio di classifica tra due squadre in difficoltà. Da una parte l’Atalanta di Palladino, reduce da una serata europea brillante ma a secco di vittorie in campionato dal 21 settembre. Dall’altra una Fiorentina smarrita, inchiodata in fondo alla graduatoria e incapace, fin qui, di trovare il primo successo in Serie A. Ne esce un 2-0 che sa di svolta per la Dea e di ulteriore condanna per i viola. Per il tecnico nerazzurro è la prima vittoria in Serie A sulla panchina dell’Atalanta, proprio contro la sua ex squadra. Per Vanoli, invece, un’altra fermata forzata in un tunnel che sembra non avere ancora un’uscita.

Kossounou apre, Lookman chiude: la Dea ritrova certezze

L’Atalanta parte con un 3-4-3 coraggioso e verticale: Carnesecchi tra i pali, Kossounou, Hien e Djimsiti a comporre il blocco difensivo, corsie affidate a Bellanova e Zappacosta, con De Roon ed Ederson a fare da cerniera. Davanti, tridente pesante con De Ketelaere, Scamacca e Lookman.

L’impronta di Palladino è chiara: baricentro alto, pressione sul primo possesso e ricerca costante dell’uno contro uno sugli esterni. La Fiorentina, schierata a specchio, prova a rispondere con le corse di Dodò e Parisi e con la fisicità della coppia d’attacco Piccoli–Kean.

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Nel primo tempo la partita è tutt’altro che scontata. Carnesecchi deve subito mettere le mani sul match fermando due volte Kean e Piccoli, mentre dall’altra parte è De Gea a tenere in piedi la Fiorentina opponendosi a Scamacca e De Ketelaere. La sensazione è di equilibrio precario, pronto a spezzarsi al primo episodio.

L’episodio arriva al 41’: Kossounou spinge, si affaccia sulla trequarti e lascia partire un tiro-cross velenoso. La traiettoria beffa De Gea e si insacca sul secondo palo. È un gol sporco, quasi casuale, ma che pesa come un macigno: l’Atalanta va al riposo sull’1-0 e, soprattutto, ritrova fiducia.

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Pali, cambi e strappi: la Fiorentina spreca, la Dea punisce

La ripresa si apre con la Fiorentina che prova a reagire, ma è sempre l’Atalanta ad avere le occasioni più pulite. Prima De Ketelaere costringe De Gea all’ennesimo intervento, poi ancora Lookman sfiora il raddoppio.

Il momento che potrebbe cambiare la partita arriva al 75’: Kean anticipa tutti e, sul cross di Mandragora, colpisce di testa centrando il palo. È l’istantanea perfetta della serata viola: presenza offensiva a tratti, poca lucidità nei dettagli che decidono le partite.

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Palladino legge il momento e interviene con i cambi: dentro Pasalic e Zalewski per dare fiato e pulizia tecnica, mentre più avanti inserirà Sulemana e Krstovic a gara incanalata. La Fiorentina, invece, prova a cambiare volto con Fortini e Gud, ma l’inerzia ormai è nerazzurra.

Il raddoppio, che sembra scritto, arriva al 51’ e porta la firma del solito Ademola Lookman. De Gea respinge corto una conclusione di De Ketelaere, il nigeriano arriva a rimorchio e con il destro non perdona: tap-in secco, 2-0 e partita che si mette definitivamente sui binari bergamaschi.

Da lì in avanti la Fiorentina attacca più di nervi che di idee. I gialli a Pongracic, Marì e Mandragora raccontano una squadra che perde progressivamente lucidità. L’ultima fiammata è il destro largo di Krstovic, poi resta solo il cronometro a separare Vanoli da un’altra serata da incubo.

Atalanta, un successo che può cambiare la stagione

Per l’Atalanta questa vittoria ha un valore che va oltre i tre punti. Dopo settimane passate a produrre gioco senza raccogliere, la squadra di Palladino ritrova finalmente il collegamento tra prestazione e risultato.

Kossounou, spesso in ombra, segna il gol che sblocca la sfida e gioca una gara di grande presenza difensiva. Lookman torna decisivo nel modo che conosce meglio: attaccando lo spazio, leggendo i rimbalzi, trasformando un’occasione sporca in una sentenza. Dietro, Carnesecchi firma due-tre interventi che tengono la Dea sempre sopra il filo dell’equilibrio.

È una serata che restituisce certezze: la prima affermazione in campionato dell’era Palladino può diventare il punto di ripartenza per scalare una classifica che, finora, non aveva rispecchiato il potenziale della rosa.

Fiorentina, crisi vera: ultimi, senza vittorie e senza serenità

Se per l’Atalanta questa vittoria profuma di svolta, per la Fiorentina il ko di Bergamo è l’ennesimo campanello d’allarme in una stagione sotto la linea di galleggiamento. La squadra di Vanoli resta ultima in classifica, ancora a secco di successi in Serie A, con la sensazione di vivere una crisi non solo di risultati ma anche di identità.

I segnali positivi non mancano del tutto: il palo di Kean, le transizioni che hanno messo in difficoltà l’Atalanta nei primi minuti, qualche lampo di Piccoli. Ma è troppo poco. La squadra fatica a reggere mentalmente i momenti chiave, difende con troppa frenesia e, quando si tratta di colpire, si smarrisce sul più bello.

L’uscita dal tunnel, ad oggi, non si intravede ancora. E ogni partita che passa somiglia sempre più a un’occasione sprecata per rimettere in moto una stagione che continua a scivolare nella direzione sbagliata.

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