C’era da aspettarselo: l’Atalanta di Ivan Juric non poteva partire a razzo. Non quando raccogli un’eredità come quella di Gian Piero Gasperini, capace di trasformare per quasi un decennio la squadra bergamasca in una realtà stabile del calcio italiano ed europeo. Serviva tempo, serviva pazienza. E ora che le prime settimane di rodaggio sono alle spalle, il lavoro del tecnico croato comincia finalmente a restituire segnali concreti.
Le due gare iniziali, contro Pisa e Parma, hanno rappresentato un passaggio necessario: due pareggi, qualche mugugno e il dubbio che la macchina nerazzurra potesse incepparsi senza il suo vecchio condottiero. Poi, però, la svolta. Le vittorie con Lecce e Torino hanno restituito fiducia, entusiasmo e soprattutto gol: sette realizzati, appena uno incassato. Un cambio di passo netto, ottenuto nonostante una vera e propria emergenza infortuni che ha privato Juric di uomini chiave.








