L’Atalanta di Raffaele Palladino si prepara a sfidare la Juventus di Luciano Spalletti nel quarto di finale secco di Coppa Italia, in programma domani sera alla New Balance Arena di Bergamo, con il calcio d’inizio fissato per le ore 21:00. Il tecnico nerazzurro, intervenuto alla vigilia della gara ai microfoni di Sportmediaset, ha presentato il match che mette in palio un prestigioso accesso alle semifinali, sottolineando l’importanza della posta in palio e la caratura dell’avversario, reduce da un ottimo momento di forma in campionato.
La sfida alla Juventus e l’analisi di Palladino
Il confronto tra bergamaschi e bianconeri rappresenta uno dei punti più alti della stagione orobica, un incrocio che richiama sfide storiche e che oggi vede contrapposti due stili di gioco votati alla qualità. Palladino non ha nascosto l’insidia rappresentata dalla squadra guidata da Spalletti, tessendo le lodi della gestione tecnica avversaria e della profondità del roster bianconero.
«Atalanta-Juve? Una partita affascinante contro una squadra forte, in salute che gioca bene e con un bravissimo allenatore», ha esordito l’allenatore dell’Atalanta. «Affrontiamo la Juventus, sappiamo del passato, per noi è una partita molto importante, ci teniamo ad andare avanti. L’obiettivo è giocarcela contro una squadra forte e provare a passare il turno davanti ai nostri tifosi. Ci proveremo con tutte le nostre forze».
Un passaggio significativo della sua analisi si è concentrato proprio sul valore degli interpreti juventini, evidenziando la crescita del progetto bianconero: «La Juventus è piena zeppa di giocatori forti e anche di campioni, oltre che di giovani che stanno crescendo. Sta costruendo una grande squadra e tanti giocatori hanno raggiunto una consapevolezza importante nei loro mezzi. Merito al lavoro di Spalletti. Togliere qualcuno agli avversari? Li vorrei tutti perché è sempre bello affrontare i giocatori più forti».
Scelte di formazione: il nodo Raspadori e il caso Ahanor
In vista dell’undici titolare, Palladino deve sciogliere le riserve legate alla gestione delle energie e alla strategia tattica. Gli occhi sono puntati su Giacomo Raspadori, rimasto ai margini nell’ultima uscita di campionato a causa dell’inferiorità numerica che ha costretto il tecnico a rivedere i piani a gara in corso. Il ballottaggio in attacco resta aperto, con l’allenatore che si riserva di decidere solo dopo l’ultima rifinitura.
«Le scelte le faccio sempre in funzione della rosa attuale», ha spiegato Palladino a Sportmediaset. «Ho una rosa forte, ampia e competitiva. Ho grandi giocatori di qualità e tecnica, ho l’imbarazzo della scelta quando devo mettere in campo la formazione, domani andranno in campo i migliori per questa partita. Chi scenderà in campo darà il massimo, consapevoli del fatto che affrontiamo una squadra molto forte. Mi aspetto grande spirito e grande intensità, i dettagli faranno la differenza. Raspadori non ha giocato l’ultima partita, ma è stata una situazione anomala perché siamo rimasti subito in dieci. Ho ancora un allenamento e una rifinitura per decidere, giocheranno i migliori per questa partita».
In merito all’espulsione rimediata dal giovane Ahanor nel match contro il Como, il tecnico ha mostrato un approccio protettivo e pedagogico, escludendo sanzioni disciplinari interne e lodando la coesione del gruppo: «No, nessuna multa anche perché è un ragazzo molto giovane, che sa della leggerezza che ha fatto e di come ha messo in difficoltà la squadra, ma ha già capito il suo errore. Mi è piaciuta però la reazione della squadra, che ha reagito bene, ha giocato anche per Ahanor e per portare a casa un risultato positivo. La squadra ha provato anche a vincere la partita anche in 10 uomini».
L’eredità di Lookman e la fisionomia della nuova Atalanta
Il capitolo mercato ha tenuto banco anche nel pre-partita, con un focus particolare sulla cessione eccellente di Ademola Lookman. Palladino ha chiarito i contorni della separazione, ribadendo la centralità della volontà del calciatore e il sostegno ricevuto dalla società nel gestire una transizione non semplice in termini di equilibri tecnici.
«Lookman ha avuto questa richiesta a fine mercato: lui voleva andare e la società lo ha accontentato nella volontà di cambiare aria», ha rivelato l’allenatore. «Come ci siamo salutati? Quando è andato via, noi eravamo in trasferta. Ho avuto modo di salutarlo, ma eravamo alle prese con la partita importante di Como. Gli facciamo un grande in bocca al lupo per il suo futuro. Sono soddisfatto della rosa forte e ampia che ho, era quello che volevo. L’importante è lo spirito e la continuità di crescita che stiamo avendo».

