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Atalanta-Juventus, scacco matto alle semifinali: Palladino lancia Scamacca, Spalletti risponde con la difesa blindata

Quarti di finale di Coppa Italia alla New Balance Arena: la Dea sogna il trofeo dopo 60 anni, i bianconeri cercano il 16° titolo. Out Vlahovic e Milik.

Redazione
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L’Atalanta di Raffaele Palladino e la Juventus di Luciano Spalletti si contendono l’accesso alle semifinali di Coppa Italia, nel match in programma giovedì 5 febbraio alle ore 21:00 sul terreno della New Balance Arena. La sfida, che mette di fronte la settima forza del campionato e i bianconeri reduci da una striscia di risultati utili impressionante, rappresenta un crocevia fondamentale per la stagione di entrambe le formazioni. Mentre la Dea insegue un trofeo che manca in bacheca da oltre sessant’anni, la “Vecchia Signora” punta a consolidare il proprio primato nell’albo d’oro della competizione, forte dei suoi 15 titoli e di una solidità difensiva ritrovata che l’ha portata a subire una sola sconfitta nelle ultime dodici uscite ufficiali.

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Il sogno della Dea: l’Europa passa dalla Coppa

Per l’Atalanta, la coppa nazionale non è solo una questione di prestigio, ma una concreta porta d’accesso verso le competizioni europee. Dopo aver travolto il Genoa agli ottavi con un perentorio 4-0, gli uomini di Palladino si ritrovano davanti l’avversario che, solo due anni fa, negò loro la gioia del trofeo nell’atto finale. Il tecnico campano, per questa rivincita ad alta quota, può contare su una rosa finalmente al completo, situazione che genera i classici “problemi d’abbondanza” alla vigilia di una gara così sentita.

I ballottaggi principali riguardano la trequarti e l’attacco. Nicola Zalewski e Giacomo Raspadori si contendono una maglia per supportare la manovra offensiva, con il polacco che sembra leggermente favorito per garantire maggiore equilibrio. In avanti, il peso del reparto dovrebbe gravare sulle spalle di Gianluca Scamacca, attualmente in vantaggio su Krstovic per guidare l’assalto alla retroguardia bianconera. La strategia orobica punterà sulla spinta di Bellanova e Zappacosta sulle corsie esterne, cercando di scardinare il muro eretto da Spalletti.

La corazzata di Spalletti: difesa d’acciaio e fame di record

In casa Juventus, il clima è di estrema fiducia. Il passaggio del turno ai danni dell’Udinese (2-0) ha confermato la maturità di un gruppo che sotto la gestione di Luciano Spalletti ha trovato una quadratura tattica invidiabile. Nonostante le pesanti assenze nel reparto avanzato, dove mancheranno sia Vlahovic che Milik, i bianconeri punteranno sulla dinamicità di Lois Openda e sugli inserimenti di Weston McKennie, pedine fondamentali nello scacchiere del tecnico toscano.

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L’undici titolare non dovrebbe discostarsi molto da quello visto recentemente contro il Parma. Mattia Perin riprenderà il suo posto tra i pali, protetto da una linea a quattro dove spiccano la fisicità di Gatti e l’intelligenza tattica di Kalulu. A centrocampo, le chiavi del gioco saranno affidate a Manuel Locatelli, chiamato a schermare la difesa e a innescare la qualità di Koopmeiners e del giovane Chico Conceicao. «Abbiamo trovato una nostra solidità, i ragazzi sanno sacrificarsi l’uno per l’altro», ha spesso ricordato Spalletti, evidenziando come la crescita della fase difensiva (5 clean sheet nelle ultime 7 partite) sia la vera marcia in più di questa Juve.

Equilibrio tattico e analisi del match

Sotto il profilo dei precedenti e dello stato di forma, la sfida si preannuncia estremamente contratta. Sebbene i bookmaker vedano i bianconeri leggermente favoriti, la New Balance Arena rappresenta un fortino storicamente ostico per la compagine torinese. La tendenza statistica suggerisce una gara tattica: l’Under 2.5 si è verificato in sei degli ultimi nove scontri diretti, a testimonianza di come l’equilibrio regni sovrano quando queste due realtà si incrociano.

La Dea cercherà di imporre il proprio ritmo fatto di pressione alta e duelli individuali, mentre la Juventus proverà a gestire il possesso per colpire negli spazi, sfruttando la velocità di Openda. In palio non c’è solo il passaggio del turno, ma un segnale di forza per il prosieguo della stagione.

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