Il segnale più forte non è arrivato da una dichiarazione, ma da una scelta. Anzi, da più scelte. Nel finale tirato contro la Roma, quando servivano freschezza e coraggio, l’Atalanta ha guardato altrove. Brescianini e Samardžić sono rimasti seduti, mentre in campo entravano altri profili. È lì che la partita si è trasformata in un messaggio di mercato.
Panchina che pesa: le gerarchie cambiano
Nel momento in cui le rotazioni contano davvero, le decisioni raccontano più delle parole. La gestione delle ultime settimane ha chiarito che alcuni giocatori, pur presenti in rosa, non sono centrali nel progetto immediato. Non lo sono stati contro la Roma, non lo sono stati in precedenza, e difficilmente lo saranno nei prossimi mesi se lo scenario non cambia. Il campo, in questo caso, ha parlato chiaro.
Maldini, Zalewski e la linea tecnica
L’Atalanta ha scelto di puntare ancora su Maldini, offrendogli minuti e responsabilità, mentre come alternativa offensiva a Lookman la preferenza è ricaduta su Zalewski. Una linea coerente con l’idea di valorizzare chi può incidere subito, anche a costo di rinviare valutazioni su altri profili. La riflessione interna è aperta: tenere Maldini come arma dalla panchina o garantirgli continuità altrove. Da gennaio a giugno, il prestito diventa un’opzione concreta per non disperdere il lavoro fatto.
Samardžić, il ruolo che non coincide
Il caso più delicato resta quello di Samardžić. I numeri raccontano una stagione marginale: 657 minuti complessivi, un impiego a singhiozzo e una collocazione tattica che non ha mai trovato una sintesi definitiva. Non è stato considerato un rinforzo offensivo, ma piuttosto una mezzala, interpretazione che ha inciso sul suo utilizzo. Qui si inserisce con forza la Lazio. L’interesse è concreto, strutturato, e passa da un’idea precisa: rinforzare il centrocampo con due mezzali. Samardžić è uno dei nomi caldi. L’Atalanta lo valuta circa 15 milioni, cifra che riflette talento e prospettiva, non l’impatto recente.
Brescianini, valore in calo e duello aperto
Discorso diverso, ma non meno significativo, per Brescianini. 207 minuti in 11 presenze hanno abbassato il suo valore di mercato, oggi poco sopra i 7 milioni. Il profilo resta appetibile: Cagliari e soprattutto la Fiorentina osservano con attenzione. A Firenze l’idea prende forma: un centrocampista dinamico, adattabile anche a un reparto a tre, capace di dare ordine e gamba. Non è un’ipotesi estemporanea: i contatti esistono, e l’eventualità di un’operazione combinata con Samardžić non è fuori dallo scenario.
Una direzione chiara verso gennaio
L’Atalanta ha iniziato a muoversi prima ancora del mercato. Le esclusioni, le scelte, i minuti concessi disegnano una mappa precisa. Chi resta ai margini ora, difficilmente diventerà centrale domani. Gennaio non sarà solo una finestra di opportunità, ma una resa dei conti tecnica. E il campo, ancora una volta, ha anticipato tutto.





