La Liga cambia padrone al termine di un ventiquattresimo turno che segna, forse, il primo vero punto di rottura della stagione spagnola. Il Real Madrid si riprende lo scettro di capolista in solitaria, approfittando del fragoroso passaggio a vuoto del Barcellona, uscito sconfitto per 2-1 dal catino del Girona. Una serata storta per i blaugrana, passati dal possibile dominio al baratro in una manciata di minuti, e terminata in un clima di tensione elettrica che promette di trascinarsi a lungo nelle aule della giustizia sportiva e sui tavoli del dibattito mediatico.
Il verdetto del campo: dal rigore fallito al sorpasso Blancos
La cronaca della sfida racconta di un Barcellona che ha accarezzato più volte l’idea di blindare il primato. Dopo il vantaggio firmato da Cubarsì poco prima dell’ora di gioco, la compagine di Flick sembrava in totale controllo, nonostante il pesante fardello del rigore fallito da Lamine Yamal nella prima frazione. Il finale, tuttavia, si è trasformato in un incubo: all’86’ Fran Beltran ha gelato Joan Garcia con una conclusione chirurgica dal limite, ribaltando un match che il Barcellona aveva gestito ma non chiuso.
Il forcing finale dei catalani ha prodotto solo ulteriori rimpianti: una rete annullata a Lewandowski per offside millimetrico e l’espulsione di Roca per un intervento sconsiderato proprio su Yamal. La risultante è una classifica che oggi sorride ai Blancos di Ancelotti, ora a +2 sui rivali storici grazie al perentorio 4-1 rifilato alla Real Sociedad. Per il Barcellona si tratta della quarta caduta nel torneo, un’impasse che rischia di pesare enormemente sul morale del sodalizio blaugrana.
Polemiche e “strategie”: l’episodio Koundé e l’invito di Yamal
Il cuore delle polemiche si concentra sull’azione del gol decisivo del Girona. Il Barcellona ha lamentato con veemenza un presunto fallo di Echeverri su Koundé nell’immediato sviluppo dell’azione. Le immagini televisive hanno effettivamente mostrato come il piede del difensore francese fosse rimasto bloccato sotto il tacchetto dell’avversario, ma né il direttore di gara né la sala VAR hanno ritenuto l’intervento passibile di revisione.
A rendere l’atmosfera ancora più pesante è stato però un video, divenuto virale pochi istanti dopo il triplice fischio, che ritrae Lamine Yamal in una veste inedita e controversa. Il giovane fuoriclasse è stato catturato mentre intimava con forza a Koundé di restare a terra dopo il contatto, accompagnando l’urlo con gesti inequivocabili. Un tentativo disperato di forzare l’intervento della tecnologia e indurre l’arbitro a interrompere il gioco o consultare il monitor. «L’atteggiamento di Yamal riflette la frustrazione di una squadra che si è sentita penalizzata, ma l’espediente non ha sortito l’effetto sperato», commentano gli analisti iberici, sottolineando come anche i giovani campioni stiano imparando le “malizie” più esasperate delle sfide ad alta quota.
Il tabellino





