Il clima gelido della Norvegia potrebbe essere il miglior alleato per raffreddare i bollenti spiriti di un Derby d’Italia che non accenna a finire. Oggi, alle 17:15, Alessandro Bastoni accompagnerà il tecnico Cristian Chivu nella conferenza stampa della vigilia di Bodø/Glimt-Inter. Una scelta non casuale quella della società nerazzurra: mandare il “giocatore del momento” davanti ai microfoni della UEFA significa voler chiudere, con personalità e fermezza, una delle pagine più turbolente della carriera del centrale bergamasco.
Dalla “simulazione entusiasta” alla gogna mediatica
Il caso è ormai noto: la caduta accentuata nel contatto con Pierre Kalulu, l’espulsione (errata) del francese e l’esultanza polemica hanno trasformato Bastoni nel bersaglio principale delle critiche. Se il designatore Rocchi ha parlato di “simulazione chiara” e l’ex presidente Moratti l’ha definita “entusiasta”, il dibattito è degenerato in modo inaccettabile sui social.
Le cronache delle ultime 48 ore riferiscono di minacce di morte rivolte non solo al difensore, ma anche alla moglie e alla famiglia, con toni talmente gravi da aver richiesto il massimo supporto del club. Giuseppe Marotta è sceso in campo con un’arringa accorata, definendo Bastoni un «patrimonio della Nazionale messo alla gogna» e ricordando come gli errori, nel calcio, facciano parte del gioco. Anche la politica si è mossa: diverse voci istituzionali hanno richiamato alla calma, ricordando che tra meno di un mese l’Italia si giocherà l’accesso ai Mondiali 2026 proprio contando sulla leadership del centrale nerazzurro.
Il campo per dimenticare: l’insidia Bodø
Nonostante il rumore di fondo, domani sera alle 18:45 ci sarà solo il campo. L’Inter affronta l’andata dei playoff di Champions League in una trasferta che nasconde insidie non solo tattiche, ma anche climatiche. Il sintetico dell’Aspmyra Stadion e le temperature polari metteranno alla prova la tenuta mentale di un gruppo che Chivu sta cercando di isolare dalle polemiche italiane.
Bastoni ha accettato senza esitazioni l’invito della società a parlare oggi. È il segnale di chi vuole ammettere l’errore di valutazione ma, allo stesso tempo, rivendicare il rispetto umano negato da giorni di insulti selvaggi. Archiviato il riposo di lunedì a Bergamo, Alessandro è pronto a riprendersi la difesa: il calcio non aspetta, e l’Europa chiede la versione migliore del “patrimonio nazionale” per ipotecare gli ottavi di finale.


