Il post-partita di Benfica-Real Madrid, andata dei playoff di Champions League conclusasi con lo 0-1 per i Blancos, si è trasformato in un caso diplomatico di portata internazionale. Mentre l’eco delle polemiche arbitrali non accenna a spegnersi, il tecnico lusitano José Mourinho ha deciso di esporsi, ammettendo la pesantezza del clima che circonda il club dopo gli eventi del Da Luz. «Non è stato facile gestire emotivamente quello che è accaduto e che continua a succedere», ha confessato lo Special One ai microfoni di BTV, il canale ufficiale del club. Mourinho, finito nel mirino per non aver preso una posizione netta sul presunto insulto razzista di Gianluca Prestianni ai danni di Vinícius Júnior, ha scelto la via del silenzio in conferenza stampa pre-campionato, preferendo sfogare la propria amarezza in un contesto protetto, sottolineando la necessità di ritrovare concentrazione per gli obiettivi stagionali.
Il caso Prestianni-Vinícius: cronaca di una partita spezzata
La sfida di Lisbona è cambiata radicalmente al 50’, istante della rete siglata da Vinícius. L’esultanza del brasiliano, giudicata provocatoria dal pubblico di casa e sanzionata con un cartellino giallo dal direttore di gara François Letexier, ha innescato una miccia esplosiva. Nel concitato ritorno a centrocampo, l’argentino Prestianni è stato accusato di aver rivolto epiteti razzisti al numero 7 madrileno coprendosi la bocca con la maglia. L’episodio ha portato alla sospensione del match per circa dieci minuti, con l’applicazione del protocollo UEFA. Se da un lato il Real Madrid fa quadrato attorno al suo campione, il Benfica difende la propria integrità storica: «Abbiamo Eusébio come leggenda, non siamo un club razzista», aveva ribadito Mourinho nell’immediato dopopartita, tentando di smorzare una tensione che ha trasformato la gara in una serie ininterrotta di scontri fisici e verbali.
Il reclamo ufficiale: il “pugno” di Valverde nel mirino UEFA
Oltre alla questione etica, il Benfica ha deciso di passare all’attacco sul piano disciplinare. Secondo quanto riportato da A Bola e confermato dalle principali testate spagnole, il club lusitano ha presentato un reclamo ufficiale alla UEFA per un episodio avvenuto all’83’. Le immagini mostrate dal club sosterrebbero che Federico Valverde abbia colpito intenzionalmente il difensore Dahl con un pugno a palla lontana. Il mancato intervento del VAR e la decisione di Letexier di non estrarre il rosso hanno scatenato l’ira della dirigenza delle “Aquile”, che ora chiede una prova TV retroattiva per il capitano dei Blancos.
Strategia del silenzio e ambizioni future
In attesa che la UEFA completi l’indagine aperta per “comportamento discriminatorio”, Mourinho cerca di blindare lo spogliatoio. La decisione di disertare la conferenza stampa alla vigilia del match contro l’Aves è un segnale di protezione verso una squadra apparsa svuotata dalla battaglia del Da Luz. Lo Special One sa che il passaggio del turno al Bernabéu richiederà un’impresa tecnica, ma soprattutto una tenuta nervosa che oggi appare compromessa. Il tecnico punta tutto sull’orgoglio ferito dei suoi, cercando di trasformare il senso di ingiustizia percepito dal club in benzina per la rimonta europea, pur consapevole che il “caso Vinícius” ha ormai travalicato i confini del campo da gioco.





