La rincorsa al vertice dei rossoneri non ammetteva passi falsi e la risposta sul campo è stata una prova di forza che lascia poco spazio alle interpretazioni. Al Dall’Ara, il Milan ha saputo soffrire l’aggressività iniziale degli uomini di Italiano per poi colpire con cinismo e qualità, sfruttando le amnesie di una difesa emiliana apparsa troppo spesso vulnerabile. Se il Bologna sognava la svolta per interrompere un digiuno di vittorie che dura ormai da metà gennaio, l’impatto con la realtà milanista è stato dei più duri, confermando un trend negativo che vede i rossoblù raccogliere appena due punti nelle ultime sei uscite.
La zampata di Loftus-Cheek e il raddoppio dal dischetto
L’avvio di gara aveva illuso il pubblico di casa, con un Bologna capace di chiudere il Diavolo nella propria metà campo e rendersi pericoloso con le incursioni di Zortea e Rowe. Tuttavia, superata la sfuriata iniziale, il Milan ha preso in mano le redini del gioco. La svolta arriva al 20′: un’incertezza sanguinosa di Orsolini permette ai rossoneri di innescare un’azione insistita. Dopo un miracolo di Ravaglia su colpo di testa di Nkunku, è Adrien Rabiot a raccogliere la sfera e servire Ruben Loftus-Cheek, glaciale nel piazzare il destro vincente che sblocca il match.
Il gol subito ha spento la luce in casa bolognese, rendendo la manovra dei padroni di casa lenta e prevedibile. Al 36′ l’episodio che di fatto ipoteca i tre punti: Nkunku scatta in profondità, supera Ravaglia e viene steso dal portiere. Per l’arbitro Manganiello non ci sono dubbi e il Var conferma la decisione. Dagli undici metri si presenta lo stesso Christopher Nkunku, che spiazza l’estremo difensore e celebra il raddoppio con la sua iconica esultanza del palloncino.
Follia Miranda e gestione rossonera
Il colpo di grazia arriva in apertura di ripresa, non per un’invenzione tattica ma per un clamoroso errore individuale. Al 48′, Juan Miranda commette una leggerezza imperdonabile su una rimessa laterale difensiva, regalando palla a Rabiot a pochi passi dalla porta: il francese non sbaglia, firmando il 3-0 che chiude anticipatamente i conti. Vincenzo Italiano ha provato a rimescolare le carte inserendo Bernardeschi, Dallinga e Cambiaghi, ma la reazione emiliana è rimasta confinata a un tentativo velleitario di Odgaard sventato da Maignan e a un clamoroso liscio di Casale da posizione favorevole.
Nella parte finale del match, Allegri ha concesso spazio alle rotazioni inserendo forze fresche come Ricci, Jashari e Niclas Füllkrug. Proprio l’attaccante tedesco è andato più volte vicino al poker, prima vedendosi negare il gol da un recupero prodigioso di Ravaglia dopo un dribbling e poi con un colpo di testa a incrociare deviato in tuffo dal portiere. L’unica nota stonata in casa Milan è l’infortunio muscolare occorso a Bartesaghi, costretto a lasciare il campo a dieci minuti dal termine per far spazio a Estupinan. Al triplice fischio, il Milan festeggia una vittoria vitale, mentre per il Bologna si apre ufficialmente una fase di riflessione profonda.


