Il progetto di ristrutturazione dello stadio Renato Dall’Ara subisce una brusca frenata. Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha confermato ufficialmente lo stallo dell’operazione, annunciando una decisione imminente che potrebbe cambiare le priorità finanziarie di Palazzo d’Accursio. A causa dell’impennata dei costi di costruzione, il Comune è pronto a svincolare i 40 milioni di euro precedentemente stanziati per l’impianto, destinandoli ad altre necessità urgenti della città.
COSTI FUORI CONTROLLO E RISORSE PRIVATE MANCANTI – Alla base del “congelamento” del progetto c’è l’impossibilità, da parte del Bologna FC, di coprire l’aumento dei costi registrato negli ultimi anni. Sebbene le quote iniziali previste dalla società e dall’amministrazione restino confermate, il surplus generato dall’inflazione e dal rincaro dei materiali ha creato un buco finanziario che il club non è attualmente in grado di colmare con capitali privati. “La società ci ha chiesto più tempo”, ha ammesso Lepore, sottolineando che il Comune non lascerà quelle risorse immobili a tempo indeterminato.
L’IPOTESI DI UN NUOVO STADIO E IL FUTURO DEL DALL’ARA – Il primo cittadino ha comunque delineato gli scenari futuri, aprendo a novità strutturali importanti:
- No alla vendita: Il Dall’Ara resta patrimonio pubblico e non sarà ceduto a privati.
- Nuovo impianto privato: Palazzo d’Accursio apre alla possibilità di uno stadio costruito ex novo in un’altra area, a patto che non vi sia consumo di suolo agricolo e che l’opera rientri in un piano di riqualificazione urbana.
- Concorso di idee: Qualora il Bologna optasse per una nuova “casa”, il Dall’Ara verrebbe riconvertito attraverso un concorso di idee internazionale, seguendo i modelli delle grandi metropoli europee.
“Quando il Bologna sarà pronto ad aggiornare il progetto, reperiremo nuovamente le risorse necessarie”, ha concluso Lepore, lasciando la porta aperta al club ma riprendendo, di fatto, il controllo dei fondi pubblici per le urgenze cittadine.

