Il “Muro Giallo” torna a essere un fortino inespugnabile per l’Atalanta, che nell’andata dei playoff di Champions League cade per 2-0 sotto i colpi di un Borussia Dortmund cinico e arrembante. La compagine di Raffaele Palladino, colpita a freddo dopo soli tre minuti dalla specialità della casa di Guirassy, non è riuscita a trovare la chiave per scardinare l’organizzata retroguardia di Niko Kovac, subendo il raddoppio di Beier proprio quando l’intervallo sembrava poter offrire un rifugio sicuro. Una serata resa ancor più amara dalle frizioni diplomatiche tra le due dirigenze, che hanno trasformato il Signal Iduna Park in un catino di tensione sportiva e societaria.
L’impasse tattica e la scossa della ripresa
L’analisi del match evidenzia una Dea inizialmente contratta, incapace di assorbire il pressing asfissiante dei padroni di casa. Se il primo tempo è stato un monologo giallonero, la ripresa ha mostrato una metamorfosi parziale del collettivo orobico. Gli ingressi di Hien e Krstovic hanno garantito maggiore fisicità, permettendo ai nerazzurri di alzare il baricentro e schiacciare, a tratti, i tedeschi nella propria area.
L’occasione più nitida per riaprire i giochi è capitata sui piedi (e sulla testa) dei nuovi entrati: un cross perfetto di Krstovic ha trovato Sulemana libero da marcature, ma l’impatto aereo è mancato per una frazione di secondo. Nonostante il forcing finale e i tentativi dalla distanza di Samardzic, il Borussia ha saputo gestire l’impasse difensiva, blindando un risultato che costringerà l’Atalanta a un’autentica impresa tra le mura amiche del Gewiss Stadium.
Guerra fredda nel summit dirigenziale
Oltre alla cronaca del campo, a tenere banco è la frattura totale tra i due club, culminata nel clamoroso annullamento del tradizionale pranzo ufficiale. Al centro del contendere il passaggio del giovane talento Samuele Inacio Pia alla compagine tedesca nell’estate del 2024. Il patron Percassi, ai microfoni di Sky Sport, ha utilizzato termini inequivocabili per definire lo strappo: «Non giudico la scelta del ragazzo, ma quella del Borussia è stata una palese mancanza di rispetto nei nostri confronti», ha tuonato il presidente orobico.
«Abbiamo preteso correttezza, come fatto da noi in altre operazioni come quella con il Genoa, ma il club tedesco non ha voluto risolvere la questione. Ora la palla passa alla Fifa», ha rincarato la dose Percassi, evidenziando come il sodalizio bergamasco non sia disposto a tollerare manovre predatorie sui propri gioielli del vivaio. Un clima di ostilità che promette di rendere il match di ritorno un appuntamento ad altissima tensione, sia sul rettangolo verde che nelle tribune d’onore.
Il tabellino


