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Il destino in novanta minuti: l’Italia a Zenica si gioca il ritorno nel mondo

Gattuso sfida il catino del Bilino Polje: senza goal line technology e tra i veleni della vigilia, l'Italia cerca il pass per il 2026.

Redazione
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Nella serata di oggi, 31 marzo 2026, la Nazionale guidata da Gattuso calca l’erba irregolare del Bilino Polje di Zenica per affrontare la Bosnia in una finale playoff senza appello. Con il calcio d’inizio fissato per le 20:45, gli Azzurri sono chiamati a spezzare l’incantesimo che li ha tenuti lontani dalle ultime due rassegne iridate, cercando un pass per i Mondiali 2026 in una congiuntura di altissima tensione sportiva e geopolitica. Il commissario tecnico scioglierà le ultime riserve tattiche solo a ridosso del match, mentre l’intera nazione attende il responso di una sfida che vale la sopravvivenza del movimento calcistico italiano.

L’assedio di Zenica tra fervore balcanico e carenze tecnologiche

La città di Zenica si è risvegliata sotto una coltre gialloblu, trasformandosi in un catino ribollente di entusiasmo per la compagine di Barbarez. La diaspora bosniaca è confluita in massa verso lo stadio, con migliaia di tifosi giunti da ogni angolo d’Europa e dagli Stati Uniti per sostenere i propri beniamini. L’atmosfera attorno all’hotel che ospita il sodalizio italiano è vibrante: la fan zone adiacente, allestita presso l’arena Husejin Smajlović, accoglierà oltre diecimila sostenitori, creando un clima di pressione costante sugli uomini di Gattuso. In un contesto che rievoca il calcio d’altri tempi, emerge un dato tecnico di rilievo: la sfida si disputerà senza l’ausilio della goal line technology, non prevista dall’impianto bosniaco, aggiungendo un ulteriore elemento di aleatorietà a un confronto già saturo di incognite.

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L’appello di Gattuso e il sostegno delle eccellenze italiane

Il commissario tecnico azzurro, intervenuto ai microfoni della Rai a poche ore dal match, ha cercato di trasmettere serenità e determinazione, sottolineando il valore morale dei suoi calciatori. «Gli occhi dei ragazzi che ho incrociato sono buoni, l’ambiente è positivo; ci giochiamo una partita cruciale e l’abbiamo preparata con meticolosità», ha affermato Gattuso, evidenziando come la squadra sia pronta al sacrificio estremo. «Dovremo saper soffrire, specialmente nell’impatto iniziale, ma vi assicuro che questo gruppo darebbe la vita e l’anima per raggiungere l’obiettivo mondiale», ha chiosato l’allenatore, che sente su di sé il peso di sessanta milioni di italiani, come ricordato anche dal Ministro per lo Sport Andrea Abodi, presente in tribuna. Al fianco della squadra si sono schierati anche i simboli dello sport italiano globale: Jannik Sinner e Marco Bezzecchi hanno inviato messaggi di incitamento, auspicando che il calcio possa unirsi al momento d’oro vissuto dal tennis e dal motorismo tricolore.

Scelte tattiche e veleni della vigilia

Sul fronte tecnico, il ct sembra intenzionato ad affidarsi al tandem d’attacco composto da Retegui e Kean, con quest’ultimo apparso in grande spolvero nelle ultime sedute. Restano in tribuna, tra gli altri, Scamacca e Scalvini, mentre cresce l’attesa per un possibile impiego a gara in corso del giovane Pio Esposito. La vigilia non è stata esente da polemiche: i media locali hanno sollevato un polverone mediatico accusando l’Italia di spionaggio, dopo che un militare italiano della missione Eufor è stato sorpreso a filmare l’allenamento della Bosnia. Nonostante l’estraneità della FIGC sia stata accertata, l’episodio ha esacerbato gli animi. Tra i padroni di casa, resta l’incognita legata a Demirovic, bersagliato dalle critiche social per la sua scarsa vena realizzativa, mentre in tribuna è atteso il fuoriclasse del tennis Novak Djokovic, giunto a Sarajevo per sostenere l’amico Edin Dzeko in quello che si preannuncia come un duello epico.

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