Il Napoli e Romelu Lukaku sono ai ferri corti: il centravanti belga ha deciso unilateralmente di prolungare la sua permanenza in Belgio, ignorando la convocazione a Castel Volturno. Nonostante il club azzurro ne attendesse il rientro immediato per mettersi a disposizione di Antonio Conte, “Big Rom” ha scelto di proseguire il lavoro atletico personalizzato a Bruxelles. L’obiettivo dichiarato dall’entourage del giocatore è il recupero della condizione ottimale in vista del rush finale per la zona Champions e del sorpasso sul Milan, ma la mossa ha scatenato l’irritazione profonda della dirigenza partenopea, che considera la condotta del belga una violazione dei protocolli interni.
La decisione di Lukaku nasce da una riflessione sulla sua tenuta fisica: dal rientro post-infortunio a fine gennaio, l’ex Chelsea ha collezionato appena 64 minuti in campo. Un impiego marginale che lo ha spinto a rinunciare alla tournée transoceanica della sua Nazionale contro USA e Messico, concordando con il CT Rudi Garcia un piano di potenziamento muscolare in patria. L’attaccante teme che i lunghi voli intercontinentali possano compromettere l’intensità degli allenamenti necessaria per tornare il centravanti dominante ammirato a Verona. Tuttavia, la “latitanza” comunicata a ridosso delle sedute campane ha rotto l’idillio con la società, che non accetta autogestioni in una fase così delicata della stagione.


