Cesc Fàbregas riscrive la storia del calcio italiano: il tecnico del Como è il primo allenatore straniero a vincere il Premio Nazionale “Enzo Bearzot”, giunto alla sua XV edizione. Il prestigioso riconoscimento, promosso dall’US Acli in sinergia con la FIGC, rompe una tradizione ultradecennale consacrando lo spagnolo come l’innovatore più significativo del panorama internazionale. La giuria ha motivato la scelta premiando la capacità di trasformare il club lariano in una realtà “glamour” attraverso un bel gioco propositivo e risultati storici mai raggiunti prima sulla riva del Lago, elevando il profilo di un tecnico giovane ma già tatticamente maturo.
Il verdetto, annunciato dal presidente Damiano Lembo, include anche un tributo leggendario: il premio speciale alla carriera è stato assegnato a Fabio Capello, icona globale della panchina. L’investitura di Fàbregas ha ricevuto il plauso immediato del presidente della FIGC, Gabriele Gravina, che ha voluto sottolineare l’integrità del percorso formativo dell’ex fuoriclasse di Arsenal e Barcellona. Il tecnico ha infatti scelto l’Italia e il centro federale di Coverciano per conseguire la licenza UEFA Pro, rifiutando scorciatoie e dimostrando una dedizione allo studio tattico che ne legittima l’ascesa nel calcio d’élite.
La vittoria di Fàbregas segna un punto di svolta culturale per il calcio nostrano, riconoscendo il valore della formazione accademica unita all’esperienza sul campo. Il connubio tra la visione internazionale dello spagnolo e la solidità della scuola tecnica italiana ha prodotto un modello gestionale che la giuria ha definito “brillante”, ponendo il Como al centro del dibattito sportivo non solo per la solidità societaria, ma per una precisa identità d’azione. Il premio a Capello funge da ideale passaggio di consegne tra la storia vincente del passato e l’avanguardia rappresentata dal nuovo corso lariano.


