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Champions League: il Como rischia l’esclusione o sanzioni UEFA

Allarme liste e Fair Play Finanziario per i lariani: mancano i calciatori formati nel vivaio e il passivo tocca i 75 milioni.

Redazione
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Il Como di Cesc Fabregas corre verso una storica qualificazione in Champions League, ma il sogno europeo della proprietà Hartono rischia di infrangersi contro i rigidi parametri della UEFA. Nonostante il piazzamento attuale proietti i lariani nell’élite continentale, il club non rispetta i criteri minimi per la composizione delle liste: su 25 slot disponibili, 8 devono essere occupati da calciatori formati nel vivaio nazionale (tra i 15 e i 21 anni), di cui almeno 4 provenienti dal proprio settore giovanile. Allo stato attuale, la rosa vanta solo Mauro Vigorito ed Edoardo Goldaniga come profili idonei, un vuoto normativo che costringerebbe il club a una drastica riduzione della lista A, privando il tecnico di rotazioni vitali nella massima competizione europea.

Oltre alle criticità strutturali della rosa, il sodalizio lombardo deve gestire un pesante deficit sul fronte del Fair Play Finanziario, con uno scostamento di circa 75 milioni di euro rispetto ai tetti di spesa consentiti per l’accesso alle coppe. A questo si aggiunge l’annosa questione dello Stadio Sinigaglia, attualmente non conforme agli standard infrastrutturali richiesti dai delegati di Nyon. Il presidente Mirwan Suwarso ha tentato di smorzare le tensioni preannunciando la richiesta di deroghe straordinarie alla UEFA, facendo leva sulla rapidità dell’ascesa sportiva del club, ma il rischio di sanzioni economiche o limitazioni al mercato resta concreto. Senza un intervento massiccio sulle strutture e un restyling della rosa in ottica nazionali, il miracolo Como rischia di trasformarsi in un cortocircuito burocratico.

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