Nella serata di oggi, il Como ha riaffermato le proprie ambizioni continentali superando con un perentorio 3-1 il Lecce nell’anticipo della ventisettesima giornata di Serie A. Al termine di una sfida dominata sul piano del palleggio — con picchi di possesso palla vicini all’80% — gli uomini di Cesc Fabregas hanno ribaltato l’iniziale svantaggio firmato da Coulibaly, confermando la legge del “Sinigaglia” dove i salentini non hanno mai ottenuto il bottino pieno nella loro storia. La compagine lariana, trascinata dalle intuizioni di Perrone e dalla concretezza di Jesus Rodriguez, lancia un segnale inequivocabile alle dirette concorrenti per un piazzamento nelle coppe europee, mentre per la formazione di Pisacane la situazione in zona salvezza si fa sempre più complessa.
La rimonta lariana: Douvikas e il primo sigillo di Rodriguez
L’avvio di gara ha riservato un brivido freddo ai sostenitori di casa quando, al 13′, Coulibaly ha trafitto Butez con una splendida girata di testa su cross di Banda. La reazione del Como, tuttavia, è stata veemente e orchestrata con la consueta pulizia tecnica: al 18′ è arrivato il pareggio di Anastasios Douvikas, abile a finalizzare un’azione corale rifinita da Jesus Rodriguez. Lo stesso attaccante spagnolo è stato poi protagonista del sorpasso al 35′, approfittando di un’incertezza difensiva per scavalcare Falcone e siglare la sua prima rete stagionale. «Riuscire a sbloccarsi in una sfida così delicata è fondamentale, ma la priorità resta l’identità di questa squadra che non smette mai di proporre calcio», avrebbe commentato la punta a margine del primo tempo.
Gestione e accademia: il sigillo di Kempf e il ritorno di Nico Paz
Nella ripresa, il monologo biancoblu si è arricchito di contenuti tattici con l’ingresso di Nico Paz e Sergi Roberto, che hanno ulteriormente alzato il livello qualitativo della manovra. Al 44′, sugli sviluppi di una punizione millimetrica di Da Cunha, il centrale tedesco Marc-Oliver Kempf ha svettato in area siglando il definitivo 3-1, suo quarto centro in questo campionato. Il finale di gara è stato caratterizzato da un’accademia quasi totale del Como, interrotta solo da un check del VAR per un intervento su Alvaro Morata — subentrato nella ripresa — e dalla parata prodigiosa di Falcone su Diao. Nonostante l’inferiorità numerica temporanea nel recupero dovuta alle cure mediche per lo spagnolo, il sodalizio di Fabregas ha blindato tre punti d’oro che valgono il sorpasso momentaneo in classifica e il sogno Europa League sempre più tangibile.


