Il lago fa da cornice a una vittoria che pesa più del punteggio. Il Como batte l’Udinese 1-0, sale a quota 30 punti e certifica una crescita che ormai va oltre la sorpresa. Decide un rigore del capitano, ma a colpire è soprattutto la gestione del match: controllo, maturità, capacità di soffrire quando serve e di colpire senza perdere identità.
Un primo tempo a senso unico
Il Como imposta la gara fin dal fischio iniziale. Pressione alta, palleggio pulito, occupazione razionale degli spazi. L’Udinese resta bassa e fatica a uscire, schiacciata da un dominio territoriale che trova sbocco al 18’. L’ingenuità difensiva friulana apre la strada al penalty che Lucas Da Cunha trasforma con freddezza, interrompendo una piccola serie negativa dal dischetto e premiando un avvio di grande intensità.
Attorno a lui, il centrocampo lavora con continuità: recuperi, linee di passaggio sempre aperte, ritmo controllato. Il raddoppio non arriva solo perché il Como, a tratti, si specchia nella propria qualità e ritarda la conclusione. La sensazione, però, è di una partita saldamente in mano.
Difesa solida, identità chiara
Dietro, i lariani non concedono quasi nulla. La linea regge, le letture sono puntuali, la squadra resta corta. È il riflesso di un sistema che ha fatto della fase difensiva un marchio di fabbrica: numeri da vertice, seconda miglior difesa del campionato per rendimento, e un portiere che continua a collezionare clean sheet.
La ripresa e l’unico vero brivido
L’Udinese cambia assetto e prova ad alzare il baricentro. L’avvio è più aggressivo, con una grande occasione sprecata e un gol annullato per fuorigioco a Nicolò Zaniolo, episodio che riapre per un attimo la partita. È il momento più delicato per il Como, che assorbe l’urto senza scomporsi.
Poi la gara torna sui binari voluti dai padroni di casa. Il pallone ricomincia a girare, le distanze si accorciano, l’Udinese è costretta a rincorrere. Padelli evita il raddoppio con interventi decisivi, mentre una traversa nega il 2-0 che avrebbe chiuso i conti con anticipo.
Gestione e personalità
Negli ultimi venti minuti il ritmo cala, ma non l’attenzione. Il Como amministra, spezza il gioco quando serve e non concede occasioni pulite. Non è brillantezza: è consapevolezza. Una qualità che spesso distingue le squadre in crescita da quelle semplicemente entusiaste.
Il segnale del Como
Il successo contro l’Udinese è più di tre punti. È la conferma di una squadra che sa adattarsi senza tradire il proprio piano, che vince anche quando non segna più volte e che ha trovato equilibrio tra qualità e pragmatismo. Con il sesto posto blindato e lo sguardo rivolto alle big, il Como continua a scrivere una stagione che, giornata dopo giornata, somiglia sempre meno a un’illusione.



