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Torino, inizia l’era D’Aversa: Cairo apre al fronte cessione

Presentato il nuovo tecnico granata: "Serve coraggio". Il Presidente rivela: "Disponibile a vendere, ma zero offerte".

Redazione
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L’era di Roberto D’Aversa all’ombra della Mole ha ufficialmente avuto inizio, segnando un punto di rottura netto con la gestione di Marco Baroni. Nella mattinata di oggi, durante la conferenza stampa di presentazione, il tecnico abruzzese ha siglato l’accordo che lo legherà al sodalizio granata fino al termine della stagione, assumendosi l’onere di risollevare una compagine scivolata in una zona di classifica pericolosa e lontana dai fasti della storia del club. Il nuovo allenatore del Torino eredita una situazione complessa, ma il suo approccio è apparso immediatamente orientato alla pragmatica ricostruzione del morale di uno spogliatoio apparso smarrito nelle ultime settimane.

Il manifesto di D’Aversa: coraggio e storia granata

L’insediamento di D’Aversa non è passato per proclami tattici, bensì per un richiamo identitario necessario a placare l’impasse dell’ultimo periodo. «Sono orgoglioso di rappresentare questo club e arrivo con un entusiasmo travolgente, figlio anche di una lontananza dai campi che non mi era mai capitata per così tanto tempo», ha esordito il tecnico dinanzi ai media. La missione è chiara: una sterzata emotiva prima ancora che tecnica. «Se a quattro mesi dalla fine del campionato arriva la chiamata del Torino, l’unica risposta possibile è presente. In questa fase non saranno i moduli a fare la differenza, ma l’atteggiamento: serve più coraggio, lo impone il blasone di questa società. La classifica attuale è bugiarda e non rispecchia i reali valori della rosa», ha ribadito con fermezza il nuovo inquilino della panchina granata.

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Cairo e il nodo della cessione: “Nessun acquirente all’orizzonte”

A margine della presentazione tecnica, il presidente Urbano Cairo ha affrontato i temi caldi della contestazione e del futuro societario, rilasciando dichiarazioni destinate a far discutere la piazza. Il numero uno del club ha confermato di aver aperto alla cessione già un anno fa, senza tuttavia riscontrare interessi concreti. «Avevo dato pubblicamente la mia disponibilità a vendere il Torino a qualcuno più capace di me e pronto a investimenti maggiori, ma a oggi non ho ricevuto alcuna offerta formale», ha ammesso il patron, sottolineando come l’assenza di interlocutori lo obblighi a proseguire il mandato con rinnovato vigore.

Difesa dei risultati e gestione della contestazione

Nonostante il clima di sfiducia che circonda l’attuale presidenza, Cairo ha rivendicato i risultati del recente passato per arginare le critiche più aspre. «Le difficoltà non mi scoraggiano, anzi, aumentano la mia determinazione nel voler onorare l’impegno preso», ha spiegato il presidente, richiamando alla memoria il lavoro svolto con Ivan Juric. «Soltanto tre anni fa ci siamo giocati l’Europa per due stagioni consecutive; non dobbiamo cedere a una narrazione distruttiva che non giova a nessuno». La scelta di puntare su D’Aversa rappresenta dunque l’ultimo tentativo di raddrizzare una stagione nata sotto cattivi auspici, nel tentativo di riconnettere la squadra a una tifoseria che chiede, oltre ai risultati, il rispetto della propria identità storica.

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