Il Tottenham Hotspur affida le proprie speranze di sopravvivenza in Premier League a Roberto De Zerbi, ufficializzando un sodalizio che scuote le fondamenta del calcio inglese. Il tecnico bresciano, reduce dall’esperienza al Marsiglia, ha sottoscritto un accordo quinquennale che sancisce il suo ritorno nel Regno Unito, ereditando una panchina resa rovente dall’esonero di Igor Tudor. Con sole sette giornate al termine e uno spettro retrocessione mai così concreto, l’ex architetto del Brighton è chiamato a un’impresa immediata: blindare la categoria per un club che non vince una gara ufficiale dallo scorso dicembre.
Un ingaggio da top manager e pieni poteri decisivi
La proprietà londinese non ha cercato un semplice traghettatore, ma ha blindato De Zerbi con un investimento senza precedenti nella storia degli Spurs. Sul piatto è stato messo un ingaggio faraonico da circa 14 milioni di euro a stagione, cifra che lo proietta direttamente al secondo posto tra i manager più pagati della Premier League, alle spalle del solo Pep Guardiola. Oltre all’aspetto economico, a convincere il tecnico a subentrare in corsa — nonostante la sua nota predilezione per i progetti avviati in estate — è stata la promessa di piena autonomia decisionale. Il bresciano avrà carta bianca sul mercato e sulla gestione tecnica, ricalcando quel modello di successo che lo ha reso celebre a livello internazionale.
Il muro della tifoseria: il caso “Not to De Zerbi”
L’approdo a Londra non sarà però una passerella trionfale, a causa di una frattura profonda con una parte della tifoseria organizzata. Attraverso la campagna social “Not to De Zerbi”, i supporters hanno manifestato un fermo dissenso che rievoca le barricate erette nel 2021 contro Gattuso. Al centro della polemica non risiedono i meriti sportivi, bensì la gestione mediatica del caso Mason Greenwood durante la parentesi francese del tecnico. La piazza londinese rimprovera all’allenatore una posizione giudicata troppo indulgente nei confronti dell’attaccante, nonostante le vicende giudiziarie di quest’ultimo si siano concluse senza condanne. Un’impasse ambientale che De Zerbi dovrà sanare esclusivamente attraverso i risultati sul campo.
Il calendario della verità: esordio e scontri diretti
Il tempo della diplomazia scadrà il prossimo 12 aprile, data dell’esordio ufficiale nella trasferta contro il Sunderland. Sfruttando la finestra dedicata alla FA Cup, il tecnico disporrà di dieci giorni per riorganizzare una compagine martoriata dagli infortuni e scivolata al quartultimo posto, con un solo punto di vantaggio sulla zona rossa occupata dal West Ham. Il percorso verso la salvezza si preannuncia tortuoso: dopo il debutto, il “Dezerbismo” affronterà l’esame del cuore contro il Brighton, suo passato glorioso, prima di un trittico finale ad alta tensione contro Aston Villa, Chelsea ed Everton. Qualora la missione dovesse fallire, il mercato potrebbe veder partire pezzi pregiati come Vicario o Kolo Muani, rendendo la permanenza in massima serie l’unica via per non smantellare il progetto.


