Il calvario di Paulo Dybala giunge al capolinea chirurgico: la Joya è stata operata questa mattina presso la clinica Villa Stuart per la rimozione del menisco esterno del ginocchio sinistro. L’intervento in artroscopia, resosi inevitabile dopo la parziale lesione riscontrata nell’allenamento di giovedì, chiude un mese di agonia sportiva iniziato lo scorso 25 gennaio contro il Milan. Nonostante i tentativi estremi di terapia conservativa e agopuntura, l’infiammazione non è mai rientrata, trasformando la convocazione simbolica di domenica scorsa nell’ultimo atto di una resistenza vana prima del definitivo forfait.
Il timing dell’infortunio è una beffa atroce per l’attaccante argentino, reduce dalla settimana più dolce della sua vita privata per la nascita del primo figlio. Il crack è avvenuto a soli dieci minuti dall’inizio della seduta mattutina di giovedì, quando il dolore acuto ha costretto il numero 21 ad abbandonare il campo in lacrime. Lo staff medico della Roma, in accordo con il calciatore, ha optato per l’operazione esplorativa che ha confermato la necessità di asportare il frammento meniscale compromesso, aprendo ufficialmente la fase di riabilitazione sotto la vigilanza dei consulenti dei Friedkin.
I tempi di recupero per il rientro agonistico sono stimati in circa 45 giorni: Dybala dovrà affrontare un percorso riabilitativo di 5 settimane, seguito da un richiamo di preparazione atletica per ritrovare la forza esplosiva. Gian Piero Gasperini perde così il suo leader tecnico per il momento clou della stagione, sperando di riaverlo a disposizione solo per le ultime giornate di campionato a fine aprile. Con il contratto in scadenza a giugno 2026 e le sirene del Boca Juniors sempre più insistenti, questo stop forzato rischia di calare il sipario in anticipo sull’avventura capitolina dell’argentino, trasformando il finale di stagione in un lungo e malinconico addio.

