Smaltiti i recuperi infrasettimanali, la Serie A torna a respirare con il suo ritmo naturale. La 21ª giornata non è un turno qualunque: è uno snodo emotivo e tecnico, di quelli che nel fantacalcio separano la gestione dalla rincorsa. Le scelte non possono essere banali, perché il weekend offre incroci apparentemente comodi ma pieni di trappole. Qui non si parla di nomi da copertina: si parla di momento, contesto e lettura della partita.

Tra i pali conta il momento, non il nome
Se c’è un portiere che arriva a questo turno con l’aura del trascinatore, quello è Mike Maignan. Le parate viste a Como non sono state solo decisive, ma psicologicamente dominanti. Contro il Lecce il Milan può permettersi di controllare, e quando succede Maignan diventa un moltiplicatore di clean sheet più che un semplice guardiano.
Attenzione però a chi vive di continuità silenziosa. Jean Butez sta trasformando Como in una piazza affidabile anche contro avversari più strutturati. Con la Lazio il rischio gol esiste, ma il volume di interventi e la qualità delle prestazioni lo rendono una scelta da voti pesanti. Chi cerca solidità pura può guardare a Marco Carnesecchi. L’Atalanta apre il turno contro un Pisa in difficoltà cronica lontano dall’area avversaria: scenario ideale per blindare la porta. A Parma, invece, il focus è sulla personalità: Edoardo Corvi ha mostrato sangue freddo e riflessi, e contro il Genoa può sorprendere ancora.

Difesa: rendimento prima della fama
Il fantacalcio ama chi garantisce continuità, e Lorenzo Bernasconi è entrato stabilmente in quella categoria. L’Atalanta spinge forte sulle corsie e a Pisa la sua spinta può diventare un’arma costante, più pericolosa di quanto dica il nome.
Quando è in condizione, Leonardo Spinazzola resta una certezza. Il Sassuolo concede campo sugli esterni e il suo ritorno da titolare apre a uno scenario da bonus pieno. Più ruvido ma tremendamente efficace Federico Baschirotto: fisicità, duelli e calci piazzati lo rendono un’arma concreta contro il Verona. Chi cerca affidabilità pura può puntare su Pierre Kalulu. A Cagliari serviranno attenzione e pulizia tecnica, due qualità che nel sistema bianconero lo rendono centrale anche in chiave voto.

In mezzo vince chi ha gamba e personalità
Ci sono momenti in cui un centrocampista va schierato senza discutere. Scott McTominay arriva da una prestazione totale a San Siro e contro il Sassuolo può replicare in un contesto che esalta i suoi strappi e il suo inserimento. Non è solo forma: è dominio del contesto.
Sta tornando ad accendersi anche Ruslan Malinovskyi. Al Tardini servirà una giocata per spostare l’equilibrio, e il suo sinistro resta uno dei più imprevedibili del campionato. Occhio a Weston McKennie: tempi di inserimento e presenza fisica lo rendono perfetto per una gara sporca come Cagliari-Juventus. Intriga la prima vera prova italiana di Kenneth Taylor. Il Como pressa alto, la Lazio avrà bisogno di ordine e personalità: se regge l’impatto, il bonus può arrivare anche senza gol.

Davanti servono fame e responsabilità
La Cremonese non può più aspettare e Jamie Vardy resta il terminale emotivo prima ancora che tecnico. Contro il Verona servirà rabbia, non solo lucidità. È il tipo di partita che può trasformare una reazione in un bonus pesante.
Continuità pura invece per Lorenzo Colombo: segna, lotta, si fa trovare. A Parma basta un episodio. Torna schierabile Gianluca Scamacca, pronto a guidare l’Atalanta contro il Pisa in una gara che può rimetterlo al centro del progetto. E poi c’è chi va oltre il ruolo. Paulo Dybala non è solo un attaccante: è il centro emotivo della Roma. Contro il Torino può bastare una giocata, una sola, per ribaltare il fantaturno.





