Il tempo stringe e le scelte diventano inevitabilmente politiche oltre che tecniche. A poche ore dalla sfida con la Cremonese, in casa Fiorentina il tema centrale non è solo la classifica, ma la gestione di Moise Kean. Rientrato al Viola Park dopo un’assenza prolungata per motivi familiari, l’attaccante ha nelle gambe un solo allenamento. E questo, nel calcio che pretende immediatezza, cambia tutto.
Kean rientra, ma il campo racconta altro
Il ritorno di Moise Kean non scioglie i nodi. Anzi, li rende più evidenti. La settimana persa pesa sul piano fisico, ma soprattutto su quello della gestione del gruppo, in un momento in cui la Fiorentina non può permettersi fratture interne né scelte percepite come ingiuste.
Non è la prima volta che Kean si allontana improvvisamente da Firenze per ragioni personali: era già accaduto nella scorsa stagione, quando il contesto era però meno teso. Oggi la classifica è diversa, la pressione è più alta e il silenzio del club non aiuta a raffreddare un clima già carico. Il campo, ora, diventa l’unico arbitro credibile.
Vanoli e una gerarchia da ristabilire
Qui entra in gioco Paolo Vanoli. La sua posizione è delicata ma chiara: chi ha lavorato tutta la settimana parte avanti. Per questo l’ipotesi di vedere Kean titolare appare remota. Non solo per una questione atletica, ma per un principio di equità interna che, in una corsa salvezza, vale quanto un assetto tattico.
Il candidato naturale a partire dall’inizio è Roberto Piccoli, che ha seguito il percorso completo al Viola Park e garantisce continuità con il lavoro svolto. Kean, invece, resta un’arma da usare a gara in corso: difficilmente in tribuna, più probabilmente jolly offensivo se la partita lo richiederà.
Una partita che non ammette calcoli
La gara con la Cremonese pesa come un macigno. Vanoli ha bisogno dei tre punti e non può permettersi esperimenti né concessioni. Non è il momento dei nomi, ma delle risposte. In questo senso, la scelta su Kean diventa anche un messaggio allo spogliatoio: la maglia si guadagna sul campo, giorno dopo giorno.
Il mercato può aspettare, la salvezza no
Sul fondo resta il tema futuro. L’assenza di questi giorni non cambia la linea della dirigenza: Fabio Paratici continua a considerare Kean un uomo chiave del progetto, insieme ai giocatori di maggiore esperienza, per tirare fuori la Fiorentina dalla zona calda. Ogni discorso su una possibile cessione è rimandato all’estate.
Ma una variabile incombe su tutte: la categoria. In caso di retrocessione, trattenere Kean diventerebbe un esercizio teorico. Per questo, il presente viene prima di tutto. E oggi dice una cosa sola: Kean è tornato, ma le gerarchie vanno riconquistate.


