Il Milan esce dal Franchi con un punto strappato più che conquistato. Il pareggio per 1-1 contro la Fiorentina arriva nel finale, quando la partita sembrava ormai indirizzata verso i viola, e lascia una sensazione ambigua: utile per il morale, insufficiente per la classifica.
Il gol di Christopher Nkunku in pieno recupero evita una sconfitta che avrebbe pesato, ma non cancella i limiti mostrati da un Milan discontinuo, capace di colpire solo a sprazzi.
Fiorentina più pronta, Milan a corrente alternata
L’impatto sulla gara è della squadra di Paolo Vanoli. La Fiorentina entra in campo con aggressività, lavora bene sulle corsie e costringe i rossoneri a una gestione sporca del pallone. Nei primi scambi il Milan fatica a uscire pulito, soffre il pressing e concede campo.
Quando però trova spazio, la qualità emerge. L’asse Christian Pulisic–Niclas Füllkrug costruisce più di un’occasione nitida, ma la concretezza manca. Occasioni importanti che restano tali, senza trasformarsi in vantaggio. La sensazione, già prima dell’intervallo, è chiara: Milan pericoloso ma irregolare, Fiorentina più continua e ordinata.
Il gol che sembra decisivo
La ripresa conferma il copione. La Viola riparte forte e trova il premio al 66’. Calcio d’angolo di Albert Gudmundsson, inserimento perfetto di Pietro Comuzzo e colpo di testa che sorprende la retroguardia rossonera. Il pallone colpisce il palo e finisce in rete, accendendo il Franchi.
Il Milan accusa il colpo. Massimiliano Allegri cambia assetto e uomini, scegliendo una soluzione più offensiva. La pressione aumenta, l’ordine meno.
Il lampo finale di Nkunku
Quando la partita sembra scivolare definitivamente verso la Fiorentina, arriva l’episodio che la riapre. Recupero alto di Alexis Saelemaekers, verticalizzazione immediata di Youssouf Fofana e Nkunku che scarica un destro potentissimo sul primo palo.
Il VAR controlla, le proteste viola non cambiano l’esito: 1-1. Un gol che pesa, soprattutto dal punto di vista mentale.
Un equilibrio che accontenta più la Viola
Il Milan resta imbattuto in trasferta, dato che certifica solidità lontano da San Siro. Ma il Franchi lascia la sensazione di un’occasione non sfruttata: la rincorsa all’Inter richiedeva qualcosa in più.
La Fiorentina, al contrario, conferma identità e organizzazione. Non domina, ma compete, regge l’urto e per lunghi tratti dà l’impressione di meritare qualcosa in più. Finisce in parità. Un pareggio che racconta più della Fiorentina che del Milan.



