Non è mai una partita come le altre, ma il Derby d’Italia di sabato sera tra Inter e Juventus assume quest’anno i contorni di un vero e proprio spartiacque per il destino della Serie A. A San Siro si incrociano due parabole opposte: i nerazzurri di Cristian Chivu, saldamente in testa e lanciati verso il tricolore, e i bianconeri di Luciano Spalletti, impegnati in una serrata lotta per il piazzamento Champions contro Napoli e Roma. Da quando è subentrato a Tudor, l’allenatore toscano ha ricostruito l’identità della “Vecchia Signora”, approdando a una maturità tattica che verrà messa duramente alla prova nel catino della Scala del Calcio.
La metamorfosi tattica: dal 4-2-3-1 alla difesa “liquida”
Spalletti sembra orientato a confermare l’assetto che ha dato equilibrio nelle ultime uscite, ovvero un 4-2-3-1 estremamente fluido. La chiave del match risiederà nella capacità della Juventus di mutare pelle a gara in corso: l’idea tattica prevede infatti una transizione verso il 3-4-2-1, grazie alla duttilità di Cambiaso. L’esterno azzurro avrà licenza di alzarsi sulla linea dei centrocampisti, portando Kalulu e Kelly a stringersi accanto a Bremer per formare una linea a tre “liquida”, capace di non dare punti di riferimento alla manovra interista.
Tra i pali, nonostante un rendimento altalenante, la fiducia è tutta per Di Gregorio. L’ex Monza vince il ballottaggio con Perin, rimasto a Torino dopo un gennaio vissuto con le valigie in mano, e sarà chiamato agli straordinari contro l’attacco capolista. In difesa, la coppia centrale Kelly-Bremer appare intoccabile, con Cabal destinato alla panchina.
Centrocampo di ferro e la scommessa Miretti
Nel cuore del campo, Spalletti non rinuncia ai suoi pretoriani. Manuel Locatelli, che ha scalato le gerarchie dopo un inizio di gestione complicato, agirà in cabina di regia affiancato dalla fisicità di Khephren Thuram. Il francese sarà l’incaricato di strappare i palloni necessari per innescare la trequarti, dove le scelte appaiono quasi obbligate a causa delle condizioni fisiche di Francisco Conceicao.
Il portoghese, reduce da un fastidio muscolare rimediato contro la Lazio, dovrebbe essere tra i convocati ma difficilmente partirà dall’inizio. Al suo posto, Spalletti è pronto a lanciare Weston McKennie nel ruolo di equilibratore largo a destra, con la sorpresa Fabio Miretti ad agire centralmente tra le linee. A sinistra, l’uomo della provvidenza resta Kenan Yildiz: il talento turco, blindato da un contratto fino al 2030, rappresenta la mina vagante del reparto offensivo.
Jonathan David guida l’assalto: Openda verso la panchina
Il terminale offensivo del progetto spallettiano per la notte di San Siro sarà ancora una volta Jonathan David. Il canadese ha ormai scavato un solco nelle gerarchie rispetto a Lois Openda, le cui difficoltà realizzative (solo due centri stagionali finora) lo relegano al ruolo di carta da giocare a partita in corso. David, con la sua capacità di dialogare con i trequartisti, sarà l’uomo chiave per cercare di scardinare la difesa di Chivu e tenere vive le speranze europee della Juventus.



