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Roma, l’assalto al Napoli con il fattore Malen: Gasperini ritrova i tenori

Verso il Maradona con l'attacco al completo: Dybala torna titolare, Soulé sfida la pubalgia e Malen guida la carica per sfatare il tabù dei big match.

Redazione
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Il sodalizio giallorosso si presenta al summit di domenica 15 febbraio allo stadio Diego Armando Maradona con una fisionomia radicalmente mutata. Dopo un lungo periodo di emergenza che ha costretto Gian Piero Gasperini a soluzioni di fortuna — dal sacrificio di Dovbyk alla ricerca vana di un’identità con i falsi nove — la Roma approda all’ombra del Vesuvio con un reparto offensivo finalmente ricostruito. Il perno della manovra è Donyell Malen: l’olandese, il cui impatto è stato definito una vera e propria «svolta» tattica a Trigoria, ha restituito alla squadra quella profondità e quella capacità di finalizzazione che erano mancate nel girone d’andata. Dietro di lui, l’abbondanza di scelte mette il tecnico di Grugliasco di fronte a ballottaggi di lusso, segnale inequivocabile di una compagine che ha smesso di contare gli infortunati per iniziare a contare le ambizioni.

Il fattore Dybala e il rebus della trequarti

Se la titolarità di Malen nel 3-4-2-1 appare scolpita nella pietra, la vera partita di Gasperini si gioca qualche metro più indietro. Il recupero totale di Paulo Dybala sposta gli equilibri: la Joya, ristabilitasi dall’infortunio, reclama una maglia dal primo minuto per riannodare il filo di un’intesa con l’olandese già intravista nelle sfide contro Juventus e Milan. L’argentino è l’ago della bilancia di una Roma che cerca qualità e personalità in uno stadio dove non vince da troppo tempo.

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Alle spalle della punta, resta vivo il duello tra Lorenzo Pellegrini e Matias Soulé. Il capitano, pur tra gli alti e bassi di una stagione complessa, gode della stima incondizionata del mister, ma la freschezza di Soulé — che sta forzando i tempi nonostante la convivenza con la pubalgia — rappresenta una tentazione forte per un Gasperini intenzionato a riproporre il tridente “europeo”. In difesa, l’impasse legata alle condizioni di Mario Hermoso potrebbe spalancare nuovamente le porte al giovane Ghilardi, chiamato a blindare l’area di rigore davanti a Svilar insieme ai pilastri Mancini e Ndicka.

Le nuove rotazioni: Vaz e Zaragoza armi a partita in corso

La vera metamorfosi della Roma risiede però nella panchina. Per la prima volta dopo mesi, Gasperini dispone di “frecce” capaci di mutare l’inerzia della sfida a gara in corso. Il recupero lampo di Robinio Vaz dalla lesione al soleo e la crescente integrazione di Zaragoza offrono varianti tattiche finora precluse. Mentre il Napoli di Antonio Conte dovrà guardarsi dall’esuberanza di un attacco che ha ritrovato i suoi tenori, la Roma punta a invertire un trend statistico deficitario: i giallorossi non superano una squadra che li precede in classifica dallo scorso aprile.

L’assenza di pedine come El Shaarawy e Ferguson non scalfisce la convinzione di un gruppo che vede nel Maradona il teatro perfetto per l’operazione sorpasso. La mediana, affidata alla solidità di Cristante e all’ascesa del giovane Pisilli, avrà il compito di innescare un reparto avanzato che ora, con Malen riferimento e Dybala ispiratore, non ha più scuse. La sfida per la zona Champions League passa da qui, in una domenica che promette di essere lo spartiacque definitivo della stagione capitolina.

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