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La Juve si rifugia in Europa: missione riscatto nella bolgia di Istanbul

Dopo le scorie del Derby d'Italia, Spalletti cerca la reazione ai playoff di Champions contro il Galatasaray. Emergenza in attacco: David resta a Torino, tutto il peso dell'attacco sulle spalle di Openda.

Marta Visconti
Marta Visconti - Collaboratore
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Il frastuono di San Siro deve lasciare spazio alla concentrazione internazionale. La Juventus approda a Istanbul per l’andata dei playoff di Champions League, chiamata a trasformare la rabbia per la sconfitta contro l’Inter in energia agonistica. Il tecnico Luciano Spalletti, nonostante il KO milanese, ha voluto blindare lo spogliatoio con un messaggio di ferma vicinanza: «Sono orgoglioso di voi», avrebbe sussurrato ai suoi nel ventre del Meazza, conscio che la prestazione, al netto delle polemiche arbitrali, ha confermato la crescita del gruppo. Ora però il calendario non ammette pause: al RAMS Park attende un Galatasaray capolista in Turchia e storicamente ostile ai colori bianconeri.

Scelte obbligate e il ritorno di Thuram

L’architettura tattica di Spalletti per la sfida di domani sera non dovrebbe subire scossoni tellurici, nonostante la fatica del weekend. Tra i pali confermatissimo Di Gregorio, mentre la linea difensiva ritrova Kalulu sulla fascia destra; il francese, appiedato dal giudice sportivo in Serie A, sarà regolarmente al suo posto in Europa. Al centro, la coppia Bremer-Kelly dovrà blindare l’area, con Cambiaso pronto a spingere sul versante mancino.

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Le notizie più confortanti arrivano dalla mediana, dove si registra il pieno recupero di Khéphren Thuram. Il francese si candida prepotentemente per una maglia da titolare accanto all’inamovibile Manuel Locatelli, sebbene restino vive le opzioni Miretti e Koopmeiners qualora Spalletti optasse per una gestione più conservativa delle energie. Il vero rebus riguarda il reparto offensivo: con Jonathan David rimasto a Torino a causa di un fastidio all’inguine, il peso della manovra ricadrà interamente su Openda. Alle sue spalle agirà il collaudato tridente composto da Conceiçao, McKennie e Yildiz, quest’ultimo atteso a una prova di maturità proprio nella “sua” Turchia.

L’inferno del RAMS Park e i fantasmi di Sneijder

Se la Juventus cerca il riscatto, il Galatasaray attraversa un momento di euforia collettiva. La compagine di Okan Buruk guida il campionato con 55 punti ed è reduce da un roboante 5-1 ai danni dell’Eyupspor. Oltre al vantaggio di aver riposato un giorno in più, i turchi vantano una rosa infarcita di ex “italiani” che conoscono perfettamente i punti deboli della Vecchia Signora. Da Icardi a Osimhen, passando per Torreira e l’ex bianconero Lemina, il sodalizio di Istanbul ha costruito una corazzata capace di subire appena 15 reti in stagione.

In Europa, il rendimento casalingo dei giallorossi è da brividi: in questa stagione il Liverpool è caduto sotto i colpi di Icardi e l’Atletico Madrid è uscito indenne solo con un sofferto pareggio. Per la Juventus, la sfida evoca inevitabilmente i fantasmi del dicembre 2013, quando il fango e la neve di Istanbul, uniti alla zampata di Wesley Sneijder, sancirono una delle eliminazioni più dolorose della storia recente bianconera. Spalletti sa che non sarà una sfida decisiva, visti i 90 minuti del ritorno allo Stadium, ma uscire indenni dall’inferno turco è il passaggio obbligato per scacciare la crisi e blindare il futuro europeo.

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