News

Juve, missione Istanbul tra sogni di gloria e l’incubo squalifiche: 5 big in diffida

Verso il playoff con il Galatasaray: Spalletti sfida i turchi e i precedenti negativi, ma deve gestire l'allarme gialli per Locatelli, Cambiaso e la difesa.

Redazione
4 Min Read

La Juventus di Luciano Spalletti approda a Istanbul per l’andata dei playoff di Champions League con il peso della storia e la pressione del presente. La capitale turca, teatro di storiche disfatte per il calcio italiano — dalle finali perse da Milan e Inter fino all’eliminazione bianconera nel fango del 2013 proprio per mano del Galatasaray — torna a essere l’epicentro delle ambizioni europee della Vecchia Signora. In un clima che si preannuncia ostile, il sodalizio torinese dovrà gestire una doppia minaccia: l’impeto offensivo guidato da Victor Osimhen e una situazione disciplinare estremamente precaria che rischia di decimare la squadra in vista del match di ritorno a Torino.

La trappola dei cartellini: quattro pilastri sul filo del rasoio

L’analisi del match non può prescindere dal fattore diffidati. La gestione nervosa della gara sarà fondamentale, poiché la Juventus vanta ben cinque calciatori a rischio squalifica, di cui quattro pilastri della formazione titolare presenti stasera al Rams Park. Manuel Locatelli, metronomo del centrocampo, insieme ai difensori Lloyd Kelly, Juan David Cabal e all’esterno Andrea Cambiaso, dovranno operare con una prudenza chirurgica: un’ammonizione stasera significherebbe l’assenza certa nel ritorno allo Stadium, privando Spalletti di pedine fondamentali per l’assetto tattico.

Pubblicità

A questo elenco si aggiunge Emil Holm, anch’egli in diffida ma rimasto a Torino a causa di un infortunio muscolare. La compagine bianconera si trova dunque in un’impasse strategica: l’intensità necessaria per arginare le transizioni del Galatasaray dovrà essere bilanciata da una disciplina ferrea. In una partita che si preannuncia di logoramento, il rischio di perdere pezzi pregiati per la sfida decisiva tra otto giorni è un’ombra che aleggerà su ogni contrasto e ogni decisione arbitrale.

Precedenti e statistiche: una storia da riscrivere

I numeri non sorridono alla Juventus. La tradizione negli scontri diretti vede i turchi in netto vantaggio psicologico: su sei incontri ufficiali, la compagine bianconera è riuscita a imporsi in una sola occasione. Il bilancio parla di tre pareggi e due vittorie del Galatasaray, tra cui la celebre e dolorosa eliminazione firmata Sneijder sotto la neve. La trasferta odierna rappresenta dunque una prova di maturità per il nuovo corso targato Spalletti, chiamato a invertire un trend storico deficitario e a dimostrare che questa Juventus possiede la caratura internazionale necessaria per superare le “forche caudine” turche.

Il confronto tattico sarà dominato dalla necessità di contenere Osimhen, terminale offensivo di una squadra che fa dell’entusiasmo ambientale il suo dodicesimo uomo. Spalletti, che conosce bene il valore del nigeriano, ha preparato una gabbia difensiva che dovrà però fare i conti con la fragilità dei propri interpreti, costretti — come detto — a giocare col freno a mano tirato per evitare il giallo fatidico. In un playoff dove il gol in trasferta ha perso il suo valore storico ma dove la solidità mentale resta la moneta più pregiata, la Juventus dovrà uscire da Istanbul con un risultato positivo e, soprattutto, con la rosa quanto più possibile integra.

I più letti

Pubblicità