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Caso Orban, arriva la squalifica: il Verona perde il suo top player per due giornate

Il Giudice Sportivo ferma l’attaccante dell’Hellas dopo l’espulsione di Parma: salta Sassuolo e Napoli. Sammarco lancia la coppia Bowie-Sarr per l'emergenza salvezza.

Redazione
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Il verdetto del Giudice Sportivo è arrivato come una sentenza inappellabile su un Hellas Verona già drammaticamente invischiato nella lotta per non retrocedere. Gift Orban, l’uomo di maggior talento ed esperienza internazionale della rosa scaligera, è stato fermato per due turni effettivi di gara. Una decisione che, se da un lato evita la “stangata” di uno stop prolungato, dall’altro priva il tecnico Paolo Sammarco del suo riferimento offensivo più carismatico proprio alla vigilia di un trittico di partite che deciderà le sorti del sodalizio veneto nella massima serie.

Analisi del trauma: l’impasse nervosa al Tardini

La dinamica dell’episodio, consumatosi durante l’undicesimo minuto della sfida contro il Parma, evidenzia un nervosismo latente che rischia di compromettere il cammino dell’Hellas. La contestazione veemente di Orban nei confronti del direttore di gara Pairetto — reo di non aver sanzionato un intervento del difensore ducale Valenti — è sfociata in un’offesa diretta che non ha lasciato margini di interpretazione. «L’atleta è stato sanzionato per aver rivolto un’espressione ingiuriosa al Direttore di gara», si legge nella nota ufficiale, certificando un’ingenuità che ha costretto i compagni a una gara di sofferenza in inferiorità numerica per quasi novanta minuti.

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L’assenza dell’ex attaccante dell’Hoffenheim apre ora una voragine tattica e carismatica. Il Verona, descritto dagli osservatori come una squadra “con l’acqua alla gola”, dovrà affrontare due crocevia fondamentali senza il suo miglior finalizzatore. Lo stop riguarderà la delicatissima trasferta contro il Sassuolo e il successivo scontro interno contro il Napoli. La strategia di Sammarco dovrà dunque essere riscritta in tempi record, cercando di attingere a risorse che finora hanno faticato a trovare continuità sotto porta.

Soluzioni d’emergenza: l’ora di Bowie e il duello Sarr-Mosquera

Con il ritorno di Orban previsto solo per il weekend del 7-8 marzo nella trasferta di Bologna, l’attacco veronese si appresta a cambiare volto. Il punto fermo della compagine scaligera sarà Robert Bowie: lo scozzese, arrivato a gennaio per dare sostanza fisica al reparto, ha ormai scalato le gerarchie e sarà il perno centrale della manovra offensiva. Resta però da sciogliere il nodo relativo al suo compagno di reparto, in un ballottaggio che vede Amin Sarr leggermente favorito su Mosquera.

La scelta tra i due non sarà solo tecnica, ma anche psicologica. Sarr garantisce maggiore mobilità e raccordo con il centrocampo, mentre Mosquera offrirebbe una soluzione più d’area di rigore, utile nel caso in cui il Verona decidesse di impostare una gara di rimessa e cross dalle fasce. In un momento in cui ogni punto pesa come un macigno per la permanenza in Serie A, l’assenza di Orban rappresenta un test di resilienza estremo per il gruppo squadra, chiamato a dimostrare di poter sopravvivere anche senza il proprio fuoriclasse.

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