La difesa alta di Amorim: rischio e ambizione
Con Ruben Amorim, dice Gila, il feeling è scattato subito e non solo sul piano umano. Con l'allenatore mi sono trovato subito a mio agio. È un tecnico a cui piace parlare con tutti, che cerca di curare i rapporti anche fuori dal campo. Penso che questo sia un fattore molto importante all'interno di una squadra, racconta il difensore. Ma è sul piano tattico che l'intervista regala il passaggio più interessante, quello che spiega meglio di ogni tabellino il nuovo Milan che si vedrà in campionato.
Il centrale ex Lazio mette a confronto le due stagioni senza troppi giri di parole. La scorsa stagione ho visto parecchie volte il Milan e aveva uno stile di gioco diverso, molto rispettato anche alla luce dei risultati ottenuti almeno fino a primavera. Però era un gioco molto diverso da quello attuale e magari la squadra aspettava di più e difendeva maggiormente con il blocco basso. Quest'anno, invece, tutto è cambiato: l'interpretazione tattica è totalmente diversa e i tre dietro stanno molto più alti, alzando il baricentro.
Un modo di giocare che comporta dei rischi, e Gila non li nasconde. È vero che è tutto più difficile e che si corrono più rischi lanciandosi più metri alle spalle, però così la squadra ha la possibilità di recuperare palloni in una zona più pericolosa del campo. Penso che il nostro calcio sarà molto più propositivo e più offensivo. Servirà però una precisione quasi maniacale nei meccanismi difensivi: dietro devi giocare... al millimetro, essere molto preciso e sincronizzato nei movimenti perché altrimenti... Contro lo United ci è successo un paio di volte di non essere messi bene e in situazioni così gli avversari possono arrivare facilmente in porta. Però, ripeto, a me piace questo atteggiamento e si addice alle mie caratteristiche.