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Guardiola entra nella storia: 40 trofei e una leggenda che continua 

La vittoria contro l’Arsenal a Wembley nella finale di Carabao Cup consegna a Guardiola il 40° trofeo, simbolo di una carriera straordinaria

Chiara Barbera
4 Min Read

Il Manchester City sconfigge l’Arsenal di Mikel Arteta 2-0 in una finale intensa, aggiudicandosi l’ennesimo trofeo sotto la guida del tecnico catalano. Dal Barcellona, passando per il Bayern Monaco, fino al City, Pep Guardiola ha costruito un percorso fatto di innovazione tecnica, gioco spettacolare e continuità di risultati. Il suo calcio, basato su pressing, possesso palla e qualità, ha rivoluzionato il modo di intendere questo sport.  

La vittoria storica

È bastata una doppietta di O’Reilly in quattro minuti a sbloccare il risultato della finale di Carabao Cup e spegnere immediatamente tutte le speranze dei Gunners. I Citizens hanno indirizzato la gara con cinismo e qualità, riuscendo ad arginare un Arsenal solido e reattivo e prendendo il pieno controllo del match. Il primo gol al 59’ è nato da un movimento sulla fascia destra di Bernardo Silva, che ha permesso a Cherki di inserirsi in area e crossare per O’Reilly, pronto a metterla in rete con un colpo di testa dopo l’errore di Kepa. Quattro minuti più tardi, dalla stessa fascia, è partita l’azione che ha portato al raddoppio, quasi speculare al primo gol. Al triplice fischio, Guardiola festeggia il suo traguardo storico: il 40° trofeo in carriera e un ulteriore successo con il Manchester City, che lo consacra come uno degli allenatori più vincenti della storia. 

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Il segreto del successo

Ancora prima di diventare allenatore, Pep Guardiola era un centrocampista di grande intelligenza e qualità tecnica. È cresciuto nelle giovanili del Barcellona, diventando poi un simbolo per i blaugrana e in seguito ha avuto delle brevi esperienze italiane nella Roma e nel Brescia, che ancora oggi segue con molta passione. 

L’esperienza da calciatore gli ha fornito le basi tecniche e tattiche che hanno plasmato il suo stile innovativo da allenatore. Il segreto del suo successo è stato quello di adattarsi alle capacità dei giocatori, mantenendo i principi fondamentali del suo calcio. Tutto è iniziato al Barcellona nel 2008, dove ha rivoluzionato il gioco con il celebre tiki-taka, basato su possesso palla e scambio rapido del pallone. Con i blaugrana ha conquistato molti trofei, tra cui tre Liga , due Champions League e una serie di titoli internazionali.  

Dopo i catalani, a Guardiola è stata affidata la guida del Bayern Monaco nel 2013. Qui, è riuscito ad evolvere il suo tiki-taka in un gioco più verticale e fisico, portando i principi del pressing e del possesso nella Bundesliga. Pur trovandosi in un contesto diverso, ha saputo adattare la sua visione tattica alla squadra e affinare la gestione di grandi campioni.  

L’arrivo al Manchester City nel 2016 ha segnato l’ultima fase della sua evoluzione da allenatore. Il tecnico catalano ha impiegato più di sette anni per trasformare il City in una macchina da guerra, proponendo un approccio tattico che combina il controllo totale del possesso palla, movimenti sincronizzati dei giocatori e un’attenzione maniacale agli spazi. Il risultato è stato un gioco redditizio che ha portato a dominare la Premier League, a competere in Champions League e nelle altre competizioni nazionali. 

I numeri di Guardiola con il City

In sette stagioni alla guida del Manchester City, Guardiola ha conquistato 6 Premier League, 5 League Cup, 2 FA Cup, una UEFA Champions League, 3 Community Shield, una Supercoppa UEFA e una Coppa del Mondo per Club FIFA. Oltre ai trofei, i numeri parlano anche in termini di gioco: sono stati segnati 800 gol nelle partite di Premiere League sotto la gestione del tecnico catalano, mantenendo medie di possesso palla superiori al 60%.  

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