Arriva la conferma: Dovbyk vestirà la maglia rossoblu nella prossima stagione. A dare l’ufficialità ci ha pensato Fabrizio Romano tramite il suo celebre “HERE WE GO”. Atterrato all’aeroporto Marconi di Bologna insieme all’altro nuovo acquisto Amondarain centrocampista proveniente dall’Estudiantes. L’attaccante ucraino arriva da una stagione difficile con la maglia della Roma. La scelta di andare al Bologna è vista come un passo indietro, altri pensano sia il contesto ideale per rilanciarsi. Sarà il campo a parlare fin dalla prima giornata dove lunedì 24 agosto il Bologna alle 19.30 ospiterà la Lazio. Chissà che i ricordi di derby non possano far bene anche in rossoblù.
Chi è davvero Artem Dovbyk, l’attaccante che si prese il Girona
Nato a Cherkasy nel 1997, Dovbyk non è il classico giocatore esploso a 18 anni, gli inizi della sua carriera sono stati piuttosto anonimi. La svolta della sua carriera arriva con il passaggio allo Sk Dnipro-1. In questo contesto conquista definitivamente una maglia da titolare, segnando con continuità arrivando a conquistare la chiamata della nazionale ucraina. Memorabile il suo goal al minuto 121 contro la Svezia agli ottavi dell’Europeo 2021. Nell’estate del 2023 Dovbyk passa in Spagna, al Girona arriva semi-sconosciuto ma attraverso il sistema di mister Michel in poco tempo diventa devastante. Alla sua prima stagione in Spagna Dovbyk riuscì a segnare 24 goal che gli valsero la conquista del Trofeo Pichichi, riconoscimento assegnato al capocannoniere della Liga. Riconoscimento intitolato al leggendario attaccante dell’Athletic Club “Rafael Moreno” passato alla storia come “Pichichi”. Il quotidiano sportivo “Marca” decise di intitolare a lui il premio per il capocannoniere del campionato. Con i suoi goal Dovbyk riuscì a trascinare il Girona in una prima storica qualificazione in Champions League grazie al terzo posto con 81 punti e alla migliore stagione del club.
Il capitolo alla Roma
L’arrivo in giallorosso era carico di aspettative, la Roma comprò Dovbyk da capocannoniere, chiudendo davanti a giocatori come Sorloth (anche lui inizialmente obiettivo di mercato della Roma) Lewandowski e Bellingham, tutti fermi a 19 reti. L’acquisto dell’ucraino serviva per sostituire Lukaku ma i due avevano stili di gioco troppo differenti non riuscendo mai a convincere del tutto.
Quando i numeri non raccontano tutto
Analizzando i numeri forniti da “Opta” vediamo come Dovbyk nonostante tutto alla sua prima stagione, in trentadue partite di Serie A ha realizzato 12 goal e due assist, 17 considerando tutte le competizioni. Nella stagione appena conclusasi i numeri sono in calo, quattordici presenze 3 goal e un solo assist. I numeri non parlano di flop, a volte però i numeri non bastano. Le sue prestazioni molto spesso sono state incolore non lasciando un buon ricordo dalle parti di Trigoria tanto da prendere la decisione di far partire il centravanti in prestito.
Bologna, la fabbrica degli attaccanti: il posto giusto per ritrovarsi
Il Bologna negli ultimi anni si è dimostrato essere un ambiente che dà sicurezza agli attaccanti che devono rilanciarsi. Da Bologna per esempio è passato Zirkzee, arrivato dal Bayern Monaco nel 2022. Inizialmente incontra qualche difficoltà, la svolta arriva con Thiago Motta come mister. In questo contesto si rilancia diventando il simbolo del traguardo Champions con 12 goal e 4 assist passando a fine stagione al Manchester United per 42,5 milioni di euro. Bologna non ha semplicemente trovato un talento, l’ha fatto esplodere. Un altro esempio può essere quello rappresentato da Marko Arnautovic. Arriva nel 2021 dopo la sua esperienza in Cina, a Bologna ritrova continuità diventando il leader offensivo della squadra riuscendo a totalizzare 14 goal in Serie A. L’ultimo esempio può essere quello rappresentato da Santiago Castro, nuovo acquisto della Roma. Arriva dal Vélez giovanissimo, inizialmente deve adattarsi al calcio italiano, passando dal salto del calcio argentino a quello della Serie A. Con il tempo trova fiducia diventando il perno dell’attacco di mister Italiano. Proprio per questo il Bologna potrebbe essere il contesto ideale per aiutare Dovbyk. A Bologna non dovrà dimostrare tutto subito come a Roma, potendo ritrovare la fiducia all’interno di un ambiente valorizzante.


