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Intrigo “Doppia Curva”: un nuovo arresto svela il piano per uccidere Andrea Beretta

Notificata l’ordinanza per Giuseppe Poerio, accusato di una sparatoria nel 2025; dagli atti emerge il mandato da 100mila euro per eliminare l’ex leader della Nord, oggi collaboratore di giustizia.

Redazione
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L’inchiesta milanese “Doppia Curva” si arricchisce di un capitolo inquietante che fonde la violenza da strada con le logiche della criminalità organizzata all’ombra di San Siro. È stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Giuseppe Poerio, 32 anni (noto come “il Pinna”), già detenuto per reati di droga. L’accusa immediata, formulata dal PM della DDA Paolo Storari, riguarda l’esplosione di sei colpi di pistola durante una lite nel luglio 2025. Tuttavia, i documenti firmati dalla GIP Sara Cipolla portano alla luce uno scenario ben più denso: Poerio sarebbe stato il braccio armato designato per l’omicidio — poi mai avvenuto — di Andrea Beretta, ex figura apicale della Curva Nord interista e oggi collaboratore di giustizia.

Il piano di morte: 100mila euro per la testa di Beretta

Le indagini della Polizia hanno trovato una conferma cruciale nelle dichiarazioni a verbale di Marco Ferdico, altro leader della Nord attualmente in carcere sia per l’inchiesta sulle curve sia per l’omicidio di Vittorio Boiocchi del 2022. Ferdico ha confermato l’esistenza di un piano strutturato per eliminare Beretta, indicando proprio in Poerio l’esecutore materiale incaricato. Il prezzo fissato per l’operazione sarebbe stato di 100mila euro. Questo tassello spiega ulteriormente il clima di paranoia e violenza che aveva spinto Beretta, nel settembre 2024, ad assassinare Antonio Bellocco, esponente dell’omonima cosca di ‘ndrangheta e membro del direttivo ultrà, proprio nel timore di essere a sua volta eliminato per ordine dei vertici criminali.

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Dal controllo del territorio alla sparatoria di luglio

L’arresto odierno di Poerio nasce da un episodio di violenza avvenuto nell’estate del 2025, ma è la sua figura di “uomo a disposizione” per le esecuzioni a preoccupare gli inquirenti. La DDA di Milano sta ricostruendo minuziosamente la rete di alleanze e spartizioni che ha trasformato la curva nerazzurra in un avamposto per affari illeciti, dove la gestione dei biglietti e dei parcheggi si mescolava a regolamenti di conti di stampo mafioso. La posizione di Poerio, già coinvolto nelle trame della “Doppia Curva”, conferma la trasversalità di figure capaci di muoversi tra il traffico di stupefacenti e il ruolo di sicario su commissione.

San Siro tra inchieste e sentenze

Mentre il mondo ultras prova a riorganizzarsi sotto la lente d’ingrandimento delle autorità, il quadro emerso dalle parole di Ferdico e dalle indagini su Poerio cristallizza una realtà in cui la fede calcistica era solo un paravento per una vera e propria associazione per delinquere. La decisione di Beretta di collaborare con lo Stato ha accelerato la caduta di questo sistema, ma gli strascichi investigativi continuano a rivelare quanto profonda fosse l’infiltrazione della criminalità nel tessuto del tifo organizzato milanese. Il caso di Giuseppe Poerio è solo l’ultimo segnale di una guerra sotterranea che, tra vendette e mandati di morte, ha insanguinato l’ultimo triennio della storia nerazzurra.

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