La venticinquesima giornata di Serie A si apre sotto l’ombra di un’infermeria affollata, che rischia di ridisegnare gli equilibri non solo della classifica reale, ma soprattutto delle strategie in vista dell’asta di riparazione. In un momento cruciale della stagione, la gestione dei lungodegenti diventa un fattore discriminante tra il successo e il fallimento fantacalcistico. Tra operazioni chirurgiche, lesioni muscolari e rientri cautelativi, il quadro degli indisponibili impone scelte drastiche: il coraggio di svincolare nomi altisonanti potrebbe essere l’unica via per recuperare i crediti necessari a puntellare la rosa.
Attacchi falcidiati: il calvario di Vlahovic e il de profundis per Dovbyk
In casa Juventus, filtra un cauto ottimismo per le condizioni di Dusan Vlahovic. Il centravanti serbo, perno insostituibile dello scacchiere bianconero, sta bruciando le tappe del recupero con l’obiettivo dichiarato di tornare a disposizione entro i primi dieci giorni di marzo. Una notizia che rasserena i fantallenatori, pronti a riabbracciare il proprio top di reparto per il rush finale. Di segno diametralmente opposto è invece la situazione di Artem Dovbyk: per l’ucraino la stagione può dirsi ufficialmente conclusa a causa di un intervento chirurgico che ne decreta il de profundis agonistico. Uno shock per chi aveva puntato pesantemente su di lui in estate.
Non meno critica la situazione dell’Atalanta, che perde Charles De Ketelaere per un lungo periodo. La lesione al menisco e la conseguente operazione terranno il belga lontano dai campi almeno fino ad aprile, rendendo la sua gestione al Fantacalcio estremamente complessa. Anche il Napoli deve fare i conti con una tegola pesantissima: David Neres resterà ai box per tre mesi. In questo caso, la deontologia del fantallenatore esperto suggerisce lo svincolo immediato per recuperare preziosi crediti, piuttosto che attendere un rientro che avverrebbe a ridosso del sipario stagionale.
Centrocampo e corsie esterne: l’enigma De Bruyne e il ritorno di Dumfries
Il caso più spinoso riguarda senza dubbio Kevin De Bruyne. Il fuoriclasse belga, fulcro della manovra di Antonio Conte, rimane avvolto nel mistero: non esiste una data certa per il suo rientro e il rischio concreto è di rivederlo al top della condizione solo con l’arrivo della primavera. Un’incertezza che tormenta chi ha investito una fortuna sul suo talento. Sul fronte difensivo, l’Inter respira per il ritorno in gruppo di Denzel Dumfries, sebbene lo staff medico di Cristian Chivu predichi estrema prudenza; l’obiettivo è riaverlo al cento per cento per il derby dell’8 marzo.
Discorso simile per la Lazio, che dovrà rinunciare a Mattia Zaccagni per circa un mese a causa di una lesione muscolare di non lieve entità; il rientro è fissato per l’inizio di marzo, in concomitanza con quello del capitano del Napoli, Giovanni Di Lorenzo, per il quale è stato fortunatamente scongiurato l’intervento chirurgico. Più brevi i tempi per Manu Koné e Anguissa, entrambi attesi tra la fine di febbraio e la metà di marzo, mentre la Roma perde il rivelazione Davis per almeno trenta giorni dopo il problema muscolare accusato contro i giallorossi.
Sentenze definitive e scommesse per la riparazione
Il mercato di riparazione dovrà inevitabilmente tenere conto dei verdetti più duri emessi dal campo. Zanoli e Camarda (quest’ultimo sostituito a Lecce dal neo-acquisto Cheddira) hanno visto la propria stagione compromessa da infortuni gravissimi e interventi chirurgici, rendendo obbligatorio lo svincolo. Per chi cerca invece scommesse a basso costo, i segnali positivi arrivano da Verona, dove Suslov vede finalmente la luce in fondo al tunnel dopo il grave infortunio al ginocchio, e da Cagliari, con Folorunsho pronto al rientro entro la prima metà di febbraio. In porta, il Parma continuerà ad affidarsi a Corvi almeno fino a marzo, data prevista per il ritorno di Suzuki, mentre in casa Lecce il recupero di Berisha appare ormai imminente.
