Le nubi plumbee addensatesi sul cielo di Bergen trovano una drammatica conferma clinica: l’Inter dovrà fare a meno di Lautaro Martinez nel momento più critico della stagione. Gli accertamenti strumentali eseguiti in mattinata presso l’Istituto Humanitas di Rozzano hanno evidenziato un risentimento muscolare al soleo della gamba sinistra. Sebbene il comunicato ufficiale del sodalizio nerazzurro non specifichi il grado della lesione, la natura dell’infortunio — che interessa uno dei muscoli più delicati e soggetti a ricadute per un atleta — impone una prognosi severa. Il capitano sarà rivalutato tra una settimana, ma il quadro appare già compromesso: lo stop stimato è di almeno tre settimane, un’assenza che priva Cristian Chivu della sua guida carismatica e realizzativa proprio mentre la squadra è chiamata a ribaltare il 3-1 norvegese.
Il calvario del calendario: le partite che salterà la Joya nerazzurra
La defezione del “Toro” apre una voragine tattica in un calendario congestionato e privo di margini d’errore. Lautaro mancherà sicuramente nella trasferta di domani a Lecce, nel crocevia europeo contro il Bodo/Glimt (24 febbraio) e nelle sfide di campionato contro Genoa e Como (quest’ultima valida per l’andata delle semifinali di Coppa Italia). Il vero allarme riguarda però il derby contro il Milan dell’8 marzo: le probabilità di vederlo in campo nella stracittadina sono ridotte al lumicino, se non nulle. Qualora l’Inter dovesse compiere l’impresa di qualificarsi agli ottavi di Champions, il capitano resterebbe in forte dubbio anche per il doppio confronto europeo di metà marzo, trasformando questo infortunio in una potenziale catastrofe sportiva.
La diplomazia del recupero: il bivio tra Nazionale e campionato
Il percorso riabilitativo di Martinez si intreccia pericolosamente con le logiche della Nazionale argentina. Uno spiraglio per il rientro potrebbe aprirsi verso metà marzo (sfide contro Atalanta o Fiorentina), ma si tratta di un’arma a doppio taglio per il club. Se Lautaro dovesse tornare a calcare il prato verde prima della sosta, l’Albiceleste si sentirebbe legittimata a convocarlo per la prestigiosa Finalissima contro la Spagna (27 marzo). Per evitare questo scenario e garantire al giocatore un recupero totale e senza rischi, l’Inter e lo staff medico potrebbero optare per una linea di estrema prudenza, sfruttando la sosta per le Nazionali per riconsegnare il centravanti a Chivu direttamente il 4 aprile contro la Roma.
Chivu alla prova del nove: ridisegnare l’attacco senza il leader
Senza il suo punto di riferimento da 11,49 tocchi in area a partita, l’Inter dovrà mutare pelle. La responsabilità graverà interamente sulle spalle di Pio Esposito e dei rincalzi, chiamati a colmare un vuoto non solo tecnico ma psicologico. Con un vantaggio di sette punti in Serie A, il sodalizio di viale della Liberazione può permettersi una gestione più cauta in campionato, ma l’imminente ritorno di Champions contro il Bodo richiede un’efficacia sotto porta che, orfana di Lautaro, appare oggi tutta da inventare. La stagione nerazzurra passa da Rozzano: la rivalutazione della prossima settimana stabilirà se il “Toro” potrà tornare a ruggire in primavera o se il letargo forzato sarà più lungo del previsto.

