L’Atalanta di Raffaele Palladino si ritrova improvvisamente orfana del suo estro creativo proprio nel momento più critico della stagione. Dopo aver perso Charles De Ketelaere, il tecnico campano deve fare i conti con lo stop di Giacomo Raspadori, uscito malconcio dalla sfida dell’Olimpico contro la Lazio. Un’emergenza che non è solo numerica ma tattica: la trequarti nerazzurra, motore immobile delle ambizioni europee del sodalizio bergamasco, perde in un colpo solo fisicità, profondità e senso del gol, costringendo l’allenatore a un restyling forzato alla vigilia di un calendario che non concede sconti.
Il bollettino medico: flessori traditori per Raspadori
L’entità dell’infortunio occorso all’ex attaccante dell’Atletico Madrid è più seria del previsto. Gli esami strumentali hanno confermato uno stiramento di primo grado al flessore, un infortunio che richiede cautela estrema per evitare pericolose ricadute. Raspadori, che aveva tentato eroicamente di restare in campo contro i biancocelesti nonostante il dolore, dovrà osservare un riposo forzato che lo terrà lontano dai campi almeno fino a metà marzo.
Questa assenza si somma a quella di De Ketelaere, privando Palladino delle due soluzioni più qualitative tra le linee. Il tecnico, che ha rilanciato la “Dea” in ottica coppe grazie a un calcio fluido e propositivo, si trova ora a dover gestire un tour de force che vedrà i bergamaschi impegnati nel doppio confronto di Champions League contro il Borussia Dortmund, intervallato dal big match di campionato contro il Napoli e dalla semifinale di Coppa Italia.
Il casting di Palladino: l’ora di Samardzic e Zalewski
Con i due “diamanti” in infermeria, le gerarchie sulla trequarti subiscono uno scossone inevitabile. L’uomo più atteso è senza dubbio Lazar Samardzic: il talento serbo, apparso sottotono nelle ultime uscite e sostituito all’intervallo proprio a Roma, è chiamato all’ultimo appello per dimostrare di poter reggere il peso della maglia nerazzurra. Palladino si aspetta da lui quella continuità che finora è mancata, affidandogli le chiavi della regia offensiva alle spalle di Krstovic.
Accanto a lui, crescono le quotazioni di Nicola Zalewski. L’ex giallorosso sta diventando l’autentico jolly del nuovo corso atalantino, grazie a una duttilità che gli permette di agire sia come esterno largo che come incursore centrale. Più defilate, ma comunque preziose, le candidature di Mario Pasalic, che potrebbe avanzare il proprio raggio d’azione garantendo quegli inserimenti senza palla che sono il marchio di fabbrica del club, e di Sulemana, destinato però a restare un’arma da “microonde” per spaccare le partite nel secondo tempo.



