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Orgoglio norvegese a San Siro: Knutsen punge l’Inter e sogna l’impresa storica

Il tecnico norvegese punge Chivu sui lamenti per il sintetico e svela: «Mi ispiro a Klopp». Domani l'Inter dovrà rimontare il 3-1 dell'andata contro un avversario che non vuole barricarsi.

Redazione
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Il clima intorno al ritorno dei playoff di Champions League si scalda non solo per l’importanza della posta in palio, ma per un botta e risposta a distanza che accende la vigilia di Inter-Bodo/Glimt. Con il tesoretto del 3-1 maturato all’andata, il tecnico dei norvegesi, Kjetil Knutsen, si presenta nella scala del calcio con la spavalderia di chi non ha nulla da perdere e la fermezza di un progetto tecnico che ha già saputo mietere vittime illustri. Tra riferimenti al Liverpool e stoccate ai lamenti nerazzurri, la sfida di San Siro si preannuncia come un duello di nervi prima ancora che di tattica.

La polemica sul sintetico e il “regalo” San Siro

Non sono passate inosservate, in casa scandinava, le critiche piovute da Milano riguardo alle condizioni del terreno di gioco dell’Aspmyra Stadion. Knutsen ha risposto con gelida ironia alle lamentele sull’impianto norvegese, elevando il livello dello scontro psicologico: «Il Manchester City non aveva nemmeno nominato il campo dopo aver giocato da noi; quelli che si concentrano troppo sul freddo o su altri fattori esterni, per me, non sono molto furbi», ha stuzzicato l’allenatore, ricordando come anche per i suoi uomini l’erba naturale di San Siro rappresenti un’incognita ambientale.

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La punzecchiatura arriva dopo che Cristian Chivu aveva dovuto respingere con fermezza, in precedenza, la provocazione di un cronista norvegese che etichettava come “vergognosa” la prestazione dell’Inter nell’andata. Per il Bodo, tuttavia, calcare il prato del Meazza non è motivo di soggezione, bensì un’opportunità unica: «Giocare qui sarà un regalo per tutti noi, ma dobbiamo essere pronti a raccoglierlo con la giusta mentalità», ha ribadito Knutsen, conscio che la storia della compagine norvegese passerà inevitabilmente per la resistenza di domani sera.

Il modello Klopp e la strategia del coraggio

Il Bodo/Glimt non intende recitare il ruolo della vittima sacrificale barricata nella propria area. L’identità della squadra, definita «forte e intensa», affonda le radici in un’ispirazione nobile: il calcio verticale e asfissiante di Jurgen Klopp. «Nelle scorse settimane ho ricevuto i complimenti proprio dall’ex tecnico del Liverpool», ha rivelato con orgoglio Knutsen, sottolineando come la piccola realtà di Bodo sia diventata un’accademia d’eccellenza dove i giocatori scelgono di approdare per imparare una nuova filosofia di gioco.

La strategia per difendere i due gol di vantaggio è chiara: non snaturarsi. «Non dobbiamo limitarci a difendere; entreremo in campo pensando di essere sullo 0-0, mantenendo il baricentro alto per non farci schiacciare dalla pressione nerazzurra», ha spiegato il tecnico scandinavo. La ricetta norvegese prevede un’applicazione corale totale, dove la transizione offensiva deve restare un’arma affilata per colpire l’Inter nei momenti di sbilanciamento. L’obiettivo è trasformare l’impasse dei campioni d’Italia in una capitolazione storica, confermando che l’umiltà e l’organizzazione possono sovvertire anche i pronostici più blindati.

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