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Inter, attenzione al Bodø/Glimt: nel regno del sintetico dove cadono i giganti

Andata dei playoff di Champions in Norvegia: la squadra di Knutsen vince il 75% delle gare in casa. Da Hauge a Berg, ecco le stelle del 4-3-3 che spaventa l'Europa.

Redazione
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L’Inter di Cristian Chivu si appresta a varcare il circolo polare artico per una sfida che, dietro l’apparente dislivello tecnico, nasconde le insidie di un laboratorio tattico d’eccellenza. Il Bodø/Glimt, avversario dei nerazzurri nell’andata dei playoff di Champions League, rappresenta il fenomeno più dirompente del calcio scandinavo recente. Nonostante il campionato norvegese sia fermo dallo scorso 30 novembre, la compagine guidata da Kjetil Knutsen — architetto di un miracolo sportivo che dura da sei anni — si presenta all’appuntamento con la forza di un’identità scolpita nel 4-3-3 e una tradizione casalinga che rasenta l’invincibilità.

UEFA Champions League
18 Febbraio 2026
- 21:00
Bodo/Glimt
- -
Inter

Il fattore Aspmyra: ghiaccio, sintetico e numeri da record

Il vero “dodicesimo uomo” dei norvegesi è l’Aspmyra Stadion. Un catino da poco più di 8.000 posti dove il clima rigidissimo e il terreno in erba sintetica di ultima generazione trasformano ogni partita in un calvario per le big europee. I dati del sodalizio nordico dal 2020 a oggi sono impressionanti: su 43 incontri continentali disputati tra le mura amiche, il Bodø ne ha vinti ben 32 (75%), segnando almeno due reti in 33 occasioni.

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Vittime illustri come Manchester City, Roma, Porto e Lazio sono cadute sotto i colpi di una squadra che non subisce il timore reverenziale, ma lo impone attraverso un pressing asfissiante e transizioni a velocità supersonica. Anche lontano dai propri fiordi, la truppa di Knutsen ha dimostrato di saper ferire, come testimonia il clamoroso successo ottenuto al Wanda Metropolitano contro l’Atletico Madrid. L’Inter, dunque, non troverà una squadra fuori condizione nonostante la sosta invernale, bensì un gruppo oliato dai test nel ritiro di Marbella e pronto a sfruttare il “vantaggio climatico”.

Le stelle di Knutsen: dal regista Berg all’ex Hauge

Il sistema di gioco norvegese non è solo organizzazione, ma qualità nei singoli scelti chirurgicamente per esaltare il collettivo. La punta di diamante è Kasper Høgh, centravanti moderno e letale negli spazi, supportato dal capitano e metronomo del centrocampo Patrick Berg. Ma l’osservato speciale in casa nerazzurra sarà inevitabilmente Jens Petter Hauge: l’ex Milan conosce perfettamente le dinamiche del calcio italiano e cercherà il riscatto personale contro i rivali di un tempo.

Completano l’ossatura di questo “Glimt” d’esportazione il portiere Nikita Haikin, l’intraprendente terzino Fredrik Bjørkan e il talento emergente Mathias Jørgensen, esterno destro classe 2000 capace di spaccare le partite con i suoi tagli verso il centro. Per l’Inter, reduce dalle tensioni del Derby d’Italia, la sfida di mercoledì non sarà solo un impegno sportivo, ma un esercizio di resistenza psicologica e tattica contro una delle compagini più organizzate e pericolose dell’intero panorama europeo.

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