L’Inter apre il 2026 con una partita che vale più dei tre punti. Al Meazza arriva il Bologna, avversario che ha già lasciato il segno sul recente percorso nerazzurro, e la squadra di Cristian Chivu si presenta con un obiettivo netto: ripartire subito e cancellare l’ombra della Supercoppa.
Inter-Bologna, il nuovo anno comincia da un test scomodo
Il Bologna è diventato, nei fatti, una bestia nera recente per l’Inter. Proprio i rossoblù hanno interrotto il cammino nerazzurro in Supercoppa, rendendo l’incrocio di inizio gennaio una sfida carica di significati. Vincere serve per rimettere subito le cose in chiaro e dare continuità a un finale di 2025 chiuso in vetta.

Davanti a Lautaro, un solo posto
Il punto fermo non si discute: Lautaro Martínez guiderà ancora l’attacco. Alle sue spalle c’è una gerarchia chiara, ma accanto a lui resta un ballottaggio aperto tra Marcus Thuram e Pio Esposito. Chivu ha già fatto capire la linea: uno dall’inizio, l’altro come arma a gara in corso. Thuram parte leggermente avanti nelle gerarchie, per fisicità e abitudine a reggere l’urto dal primo minuto; Esposito, però, ha lanciato un segnale forte nell’ultima uscita.
L’impatto di Pio Esposito
Contro l’Atalanta è bastato il suo ingresso per cambiare il ritmo: pochi minuti, un assist pesantissimo per Lautaro e la sensazione di poter incidere anche contro difese strutturate. Non dovrebbe bastare per una maglia da titolare, ma la fiducia è in crescita. Il reparto offensivo non è al completo. Bonny resta indisponibile e punta al rientro nel turno infrasettimanale a Parma. L’assenza riduce le opzioni, rendendo ancora più centrale la gestione del ballottaggio in avanti.

Le scelte di Chivu tra equilibrio e continuità
A centrocampo non sono previste rivoluzioni. Piotr Zieliński resta mezzala sinistra, con Barella e Calhanoglu a completare la linea. Sulle corsie agiranno Luis Henrique e Dimarco, mentre dietro la scelta cade su Akanji centrale, affiancato da Bisseck e Bastoni. In porta, conferma per Yann Sommer.
Inter-Bologna non è solo la prima del 2026: è un banco di prova per misurare reazione, memoria e maturità. Chivu si affida ai suoi punti fermi e alla gestione delle energie, consapevole che l’avversario conosce bene come colpire. La risposta, questa volta, dovrà arrivare dal campo.








