L’Inter di Cristian Chivu abdica in Champions League sotto i colpi di un indomabile Bodo/Glimt, trascinato da un Jens Petter Hauge in versione extralusso. L’ex esterno del Milan ha firmato l’impresa storica a San Siro, certificando l’eliminazione dei nerazzurri dai playoff al termine di un doppio confronto che ha evidenziato le fragilità difensive dei milanesi e la solidità del collettivo norvegese. Per il club di Viale della Liberazione si tratta di un fallimento sportivo ed economico di proporzioni vaste, che interrompe bruscamente il percorso europeo proprio tra le mura amiche, nonostante il tentativo di rimonta nel finale.
«Abbiamo affrontato una squadra fantastica, sapevamo che sarebbe stata durissima, ma queste due partite sono state incredibili per noi», ha dichiarato un entusiasta Hauge ai microfoni di Sky Sport nel post-gara. Il talento norvegese, la cui carriera era esplosa proprio in questo stadio con la maglia rossonera, ha rivendicato con orgoglio l’appartenenza al progetto del Bodo, sottolineando la forza del gruppo: «Lavoriamo l’uno per l’altro, siamo molti calciatori locali e questo percorso ci rende orgogliosi. È stata una serata fantastica che dimostra il valore della nostra programmazione».
Il futuro di Hauge resta un tema caldissimo sul mercato, specialmente dopo aver dimostrato di poter ancora spostare gli equilibri nei palcoscenici più prestigiosi. Nonostante le sirene dei top club, il fantasista ha gettato acqua sul fuoco: «Ora sono molto contento al Bodo, abbiamo fiducia in ciò che stiamo facendo e lo stiamo dimostrando anche in questa Champions League». Per l’Inter, l’uscita di scena anticipata apre ora un processo interno alla gestione Chivu, obbligata a riversare ogni energia rimasta sulla conquista della Serie A per salvare il bilancio di una stagione macchiata dal disastro continentale.



