Non è solo una questione di punti, ma di un’egemonia da ripristinare. Sabato 14 febbraio 2026, alle ore 20:45, la “Scala del Calcio” di San Siro ospiterà l’edizione numero 256 del Derby d’Italia, un incrocio che per l’Inter di Cristian Chivu rappresenta molto più di una tappa verso il titolo. Nonostante il primato solitario con 58 punti e un percorso quasi netto, l’ombra della Juventus continua a proiettarsi come un’ossessione tattica e psicologica sulla Milano nerazzurra. Se la società e i tifosi possono dirsi soddisfatti per il cammino in Champions (miglior italiana nel girone unico) e in Coppa Italia, il bilancio negli scontri diretti con la “Vecchia Signora” resta la ferita aperta di una stagione fin qui trionfale.
Il bilancio del tabù: vent’anni di sofferenze
Le statistiche post-Calciopoli sono impietose per la Beneamata. Dalla stagione 2006/07 a oggi, l’Inter ha raccolto appena 7 vittorie in campionato contro i bianconeri, a fronte di 11 pareggi e ben 19 sconfitte. Una difficoltà endemica che non ha risparmiato nemmeno le formazioni più gloriose della storia recente interista: perfino nell’anno del Triplete (2010), il Derby d’Italia si rivelò un terreno minato, deciso spesso da episodi e scarti minimi.
La vittoria tra le mura amiche manca ormai da oltre due anni. L’ultimo acuto risale al fondamentale 1-0 del 4 febbraio 2024, firmato da un autogol di Gatti che spalancò le porte verso la seconda stella. Da allora, il buio: il pareggio record per 4-4 nell’ottobre 2024 e, soprattutto, il rocambolesco 3-4 subito all’Allianz Stadium nella gara d’andata di questa stagione.
Le scelte di Chivu e la risposta di Spalletti
Per sfatare la “maledizione”, Chivu si affida alle certezze del suo 3-5-2. Davanti a Sommer, il pacchetto arretrato vedrà Bisseck e Akanji affiancare l’intoccabile Bastoni. La novità a centrocampo potrebbe essere l’inserimento di Zielinski e Sucic, con Lautaro Martinez e Marcus Thuram pronti a guidare l’attacco.
Dall’altra parte, la Juventus di Luciano Spalletti, impegnata a difendere il quarto posto dall’assalto di Roma e Napoli, risponderà con un modulo fluido, alternando il 4-2-3-1 a un più coperto 3-4-2-1. Gli occhi saranno tutti su Jonathan David, preferito ancora una volta a Openda, e sul talento cristallino di Kenan Yildiz. A centrocampo, la solidità sarà garantita dal tandem Locatelli-Thuram, in una sfida nella sfida che vedrà i due fratelli Thuram incrociarsi sul prato di San Siro.
Una partita per la storia
Vincere sabato significherebbe per l’Inter dare uno “strappo” forse definitivo alla corsa scudetto, portando il vantaggio sul Milan (attualmente secondo a 50 punti) a distanze di sicurezza. Ma oltre alla classifica, c’è in ballo l’onore: cancellare il tabù Juventus significherebbe per Chivu certificare la propria maturità come allenatore e liberare la squadra dal complesso della “big” che non riesce a vincere il match più sentito. A San Siro non si gioca solo per tre punti, ma per scacciare i fantasmi del passato.




