A San Siro non c’è stata spettacolarità, ma sostanza. L’Inter piega il Lecce con una vittoria sofferta, arrivata quando la partita sembrava avviata verso un finale bloccato, e lo fa nel modo più coerente possibile con il tipo di gara che si era incancrenita: forzando la serratura nel momento in cui la resistenza avversaria inizia a cedere. Il gol decisivo arriva nel finale, firmato da Esposito, e vale tre punti che pesano come macigni nella corsa al vertice.
L’Inter insiste, il Lecce resiste (quasi)
La squadra di Inter affronta una di quelle partite che il calendario ti presenta come favorevoli ma che il campo trasforma in trappole. Il Lecce arriva a Milano con diverse assenze pesanti e una classifica che obbliga alla prudenza, ma costruisce una prestazione difensiva lucida, ordinata, persino coraggiosa.
Per oltre un’ora la partita scorre su un copione chiaro: possesso nerazzurro, spazi intasati, linee di passaggio chiuse con metodo. L’Inter gira palla, prova ad allargare il campo, ma trova davanti a sé un blocco che non concede profondità né seconde palle. Il Lecce accetta di abbassarsi, ma non rinuncia a pressare quando può, alternando aggressività e compattezza con sorprendente disciplina.
Il rigore che non c’è e una partita che si irrigidisce
L’episodio che avrebbe potuto cambiare l’inerzia arriva a metà primo tempo. Un contatto in area, il fischio dell’arbitro, poi il richiamo del Var e la decisione finale: niente rigore. La revisione raffredda lo stadio e restituisce fiducia ai salentini, che capiscono di poter restare dentro la partita.
Da lì in avanti l’Inter produce pressione più che occasioni. Le conclusioni arrivano, ma sempre sporche, mai davvero pulite. Falcone risponde presente, la difesa respinge, il tempo scorre. È la classica partita in cui serve qualcosa di diverso, non di più.
L’intuizione di Chivu e il peso dell’ariete
È qui che entra in scena la scelta decisiva di Cristian Chivu. Dentro Esposito, non per aumentare il volume offensivo, ma per cambiare la natura degli attacchi. Una presenza centrale capace di far salire la squadra, attirare marcature, creare caos nella zona più affollata del campo.
La mossa paga. Al 78’, in una delle rare situazioni in cui il Lecce perde compattezza per un istante, l’azione si sviluppa in area, Falcone respinge, Esposito è il più rapido a leggere la traiettoria e a colpire. È il gol che sblocca San Siro e una partita che sembrava destinata a rimanere inchiodata.
Per il giovane attaccante è una serata speciale: segna sotto la Nord, nel momento più delicato, confermando una crescita che passa anche da notti come questa.
Lecce dignitoso fino all’ultimo
Sarebbe ingeneroso ridurre il Lecce a una comparsa. La squadra di Eusebio Di Francesco resta in partita fino alla fine, sfiora persino il pareggio su un’iniziativa di Siebert e costringe Sommer a un intervento vero. È una sconfitta che non cancella quanto di buono mostrato, soprattutto considerando le assenze e il contesto.
Il Lecce perde, ma non crolla, e questo, nella corsa salvezza, può avere un peso.
Classifica e segnali forti
Con questa vittoria l’Inter allunga in classifica, approfitta del passo falso del Napoli e guarda con interesse anche al Milan, impegnato il giorno dopo. Il vantaggio cresce, ma più dei numeri conta il segnale: questa Inter sa vincere anche quando non brilla. Negli ultimi anni, partite così erano spesso costate caro. Questa volta no. E non è un dettaglio.



