Il futuro della porta dell’Inter entra ufficialmente in una fase di fibrillazione. Con il contratto in scadenza il prossimo giugno, l’attuale numero uno nerazzurro Yann Sommer ha rotto il silenzio, delineando un cronoprogramma chiaro per definire la propria posizione all’interno del club campione d’Italia. Intercettato dai microfoni della TV svizzera a margine della cerimonia di apertura di Milano-Cortina, l’estremo difensore ha ammesso l’imminenza di un confronto con i vertici societari: «Nelle prossime settimane incontrerò l’Inter per discutere del futuro», ha dichiarato Sommer, conscio che la sua avventura a Milano è arrivata a un bivio decisivo.
Casting per il dopo-Sommer: Vicario in pole
Nonostante l’affidabilità mostrata dallo svizzero, la dirigenza di Viale della Liberazione non sembra intenzionata a farsi trovare impreparata e avrebbe già avviato le grandi manovre per il ricambio generazionale tra i pali. Il profilo individuato come erede ideale è quello di Guglielmo Vicario: l’ex Empoli, attualmente in forza al Tottenham, sarebbe l’obiettivo prioritario per riportare un italiano a difesa della porta interista. Più defilata, ma comunque tenuta in forte considerazione, rimane la pista che porta a Elia Caprile, protagonista di un’ottima stagione con la maglia del Cagliari.
La suggestione “Dibu” Martinez
La vera sorpresa delle ultime ore riguarda però una pista internazionale dal sapore mondiale. Secondo quanto trapelato negli ambienti di mercato, si sarebbe consumato un primo contatto esplorativo tra i dirigenti nerazzurri e l’entourage di Emiliano ‘Dibu’ Martinez. L’incontro con il fratello e agente del portiere dell’Aston Villa, pilastro dell’Argentina di Scaloni, suggerisce la volontà dell’Inter di valutare anche profili di estrema esperienza e carisma internazionale per non far rimpiangere l’eventuale addio di Sommer.
Con il mercato estivo che si preannuncia caldissimo, l’Inter sembra decisa a blindare il reparto difensivo partendo proprio dalla scelta del guardiano per la prossima stagione, oscillando tra il ritorno in Italia di Vicario e il fascino della garra argentina del “Dibu”.



