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Inzaghi-Al Hilal: crisi aperta e suggestione Lazio tra ingaggio record e gelo Lotito

Il tecnico percepisce 26 milioni in Arabia: per il ritorno a Roma servirebbe una risoluzione senza precedenti.

Redazione
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Il terremoto sulla panchina dell’Al-Hilal scuote le fondamenta della Saudi Pro League e riverbera con violenza in Serie A, tracciando una rotta di collisione diplomatica tra Riad e Roma. Nonostante il successo tattico ottenuto contro l’Al-Shabab, la posizione di Simone Inzaghi resta legata a un equilibrio precario, alimentando le suggestioni di un clamoroso ritorno alla Lazio nel post-partita della sfida saudita. L’ipotesi di una risoluzione anticipata del contratto con i vertici arabi ha riacceso le speranze della piazza biancoceleste, sebbene le barriere economiche e burocratiche configurino un’operazione ai limiti dell’impossibile per i parametri del club di Claudio Lotito.

Il principale ostacolo alla fumata bianca è rappresentato dall’attuale ingaggio faraonico da 26 milioni di euro a stagione percepito dal tecnico piacentino, cifra che lo rende inaccessibile per qualsiasi bilancio del calcio italiano senza una drastica decurtazione o una buonuscita record. A pesare sul possibile rientro a Formello sono inoltre i rapporti gelidi tra l’allenatore e la presidenza laziale, logorati dal burrascoso addio del 2021 che ha lasciato strascichi legali e personali mai del tutto sanati. La dirigenza capitolina osserva l’evoluzione della crisi in Arabia Saudita con distacco formale, consapevole che l’unico scenario percorribile richiederebbe una rinuncia radicale del tecnico al suo status economico globale.

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