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Caso Iran-USA: Infantino blinda il Mondiale negli Stati Uniti

Il presidente FIFA stoppa le richieste di Teheran: l'Iran giocherà negli USA nonostante le minacce di Trump.

Redazione
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Gianni Infantino rompe gli indugi e blinda la partecipazione dell’Iran alla prossima Coppa del Mondo, confermando le sedi originarie negli Stati Uniti nonostante le pesanti frizioni diplomatiche con l’amministrazione Trump. Il presidente della FIFA, intervenuto a sorpresa durante l’intervallo dell’amichevole tra la selezione di Teheran e la Costa Rica ad Antalya, ha dissipato i dubbi sulla logistica del torneo, escludendo categoricamente l’ipotesi di una ricollocazione dei match in Messico. La posizione del vertice del calcio mondiale arriva come risposta diretta alle provocazioni del presidente Donald Trump, la cui retorica sull’accoglienza formale ma non gradita della delegazione iraniana aveva innescato una crisi di rapporti tra i due Paesi e la federazione internazionale.

“La presenza dell’Iran alla rassegna iridata negli USA non è oggetto di discussione ed è la ragione specifica della mia missione qui in Turchia“, ha chiarito Infantino, ristabilendo il primato della FIFA sull’organizzazione degli eventi e spegnendo le velleità di boicottaggio o di spostamento dei campi gara. I dirigenti della federcalcio iraniana avevano avanzato una richiesta formale per disputare i propri incontri in territorio messicano, citando ragioni di sicurezza e ostilità politica, ma il diktat del governo del calcio mondiale impone il rispetto del calendario e delle sedi già ratificate. La mossa del numero uno della FIFA punta a sottrarre il Mondiale alle logiche della geopolitica, tutelando l’integrità del format e il diritto di partecipazione di ogni nazione qualificata.

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Il caso diplomatico, che rischiava di creare un precedente pericoloso per la stabilità della competizione, viene così declassato a questione risolta, con l’Iran che dovrà attenersi al programma ufficiale previsto sul suolo statunitense. L’annuncio di Infantino funge da blindatura tecnica per le sedi nordamericane, mettendo fine alle speculazioni su un possibile stravolgimento dei gironi o delle infrastrutture coinvolte. La sicurezza dei calciatori e dei tifosi sarà garantita dal protocollo internazionale, vanificando le minacce verbali e le tensioni che avevano caratterizzato le ultime settimane, assicurando la regolarità della manifestazione sportiva più importante del globo.

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