Terremoto geopolitico ai vertici del calcio mondiale: l’Iran ha ufficializzato il ritiro dai Mondiali 2026. La comunicazione, che squarcia il velo di incertezza seguito all’escalation bellica in Medio Oriente, è giunta direttamente dal Ministro dello Sport di Teheran, Ahmad Donyamali. In un’intervista televisiva dai toni durissimi, il rappresentante governativo ha confermato il boicottaggio della rassegna iridata in risposta all’uccisione del leader Ali Khamenei, puntando il dito contro le “misure malvagie” degli Stati Uniti e denunciando un bilancio di migliaia di vittime civili negli ultimi mesi di conflitto.
Il ritiro della nazionale di Taremi rappresenta un fallimento diplomatico per la FIFA e per la Casa Bianca. Soltanto poche ore prima dell’annuncio, Gianni Infantino aveva mediato un invito formale da parte di Donald Trump, assicurando che la delegazione iraniana sarebbe stata la benvenuta sul suolo americano in nome dello spirito unitario dello sport. L’Iran, inserito nel Gruppo G, avrebbe dovuto disputare l’intero girone proprio negli USA, con match in programma al SoFi Stadium di Los Angeles contro Nuova Zelanda e Belgio, prima dell’ultima sfida a Seattle contro l’Egitto. La defezione apre ora un vuoto senza precedenti nel tabellone della competizione e obbliga il governo del calcio mondiale a un vertice d’urgenza per stabilire i criteri di ripescaggio.