L’Italia di Gennaro Gattuso si affida al 3-5-2 per esorcizzare i fantasmi di Svezia e Macedonia del Nord: a Bergamo scatta l’ora X del primo playoff verso il Mondiale 2026. Sotto una pioggia che rievoca suggestioni sbiadite del 1982, il Commissario Tecnico ha sciolto le ultime riserve durante l’allenamento pomeridiano, confermando l’integrità fisica dell’intero gruppo azzurro. La formazione è blindata: Donnarumma tra i pali; linea difensiva composta da Mancini, Bastoni e Calafiori; folta mediana con Politano e Dimarco sulle corsie esterne, mentre il cuore del centrocampo sarà affidato al trio Barella-Locatelli-Tonali. In attacco, fiducia totale al tandem pesante Retegui-Kean.
La seduta tattica pre-rifinitura si è focalizzata sulla costruzione per catene laterali: Gattuso ha preteso sincronismi millimetrici tra il centrale esterno, il quinto di centrocampo e la mezzala di riferimento, cercando combinazioni rapide per innescare le punte nello stretto. Nonostante il cronometro segni un tempo limitato per l’organizzazione di gioco, il CT ha dedicato l’ultima parte del lavoro ai calci da fermo, consapevole che i dettagli sui piazzati potrebbero decidere un match bloccato contro l’ostruzionismo dell’Irlanda del Nord. Più della lavagna, però, a Coverciano (e ora a Bergamo) ha regnato la gestione psicologica: la “materia motivazionale” è il terreno dove l’ex campione del mondo sta spingendo al massimo per compattare lo spogliatoio.