L’eventualità di un epilogo ai calci di rigore aleggia come uno spettro sul prato del Bilino Polje, rappresentando l’ultima, estrema ratio per decidere il destino mondiale dell’Italia. A poche ore dal fischio d’inizio della sfida contro la Bosnia, il commissario tecnico Gennaro Gattuso ha rotto gli indugi, delineando una gerarchia che vede in Mateo Retegui il punto di riferimento assoluto per l’esecuzione dagli undici metri. La preparazione meticolosa del sodalizio azzurro ha previsto sessioni specifiche durante l’ultimo allenamento, con ogni effettivo chiamato a calciare tre conclusioni per testare freddezza e precisione sotto stress.
Retegui il designato: l’affidabilità dell’italo-argentino
«Martedì abbiamo provato i rigori con estrema cura; tutti hanno calciato tre volte a testa per non farci trovare impreparati», ha rivelato il commissario tecnico in conferenza stampa, confermando l’orientamento tattico della compagine. «Il rigorista designato resta Retegui, che ultimamente ha dimostrato grande continuità in questo fondamentale», ha precisato Gattuso. L’attaccante, oggi protagonista nel campionato saudita con un percorso netto di 5 realizzazioni su 5, vanta una solida tradizione recente in maglia azzurra, nonostante l’unico neo rappresentato dall’errore contro l’Estonia. La sua capacità di trasformazione, già esibita contro Israele sia in Nations League che nelle qualificazioni, lo pone in cima alla lista dei tiratori scelti.
Le alternative e i precedenti: l’incognita della pressione
Alle spalle del centravanti, la rosa offre diverse opzioni, sebbene i precedenti oscillino tra l’eccellenza e l’impasse psicologica. Giacomo Raspadori rappresenta una garanzia in ambito internazionale, come dimostrato nel pirotecnico pareggio contro la Germania, ma sconta il ricordo di un errore pesante in campionato contro il suo ex compagno Consigli. Discorso analogo per Moise Kean, che con la maglia della Fiorentina ha trovato una nuova dimensione di efficacia, trasformando tre penalty su quattro. Più complessa la posizione di Manuel Locatelli: il regista juventino, pur vantando una striscia quasi perfetta tra Champions League e coppe nazionali, è reduce da un recente errore all’Allianz Stadium che potrebbe averne intaccato la serenità nel breve periodo.
Specialisti e scommesse: il fattore Dimarco e l’opzione Esposito
Scendendo lungo la lista dei potenziali esecutori, emergono profili dalle alterne fortune. Federico Dimarco, cecchino infallibile nelle selezioni giovanili, deve ancora esorcizzare l’unico errore pesantissimo commesso con la maglia dell’Inter contro l’Atalanta. Anche Matteo Politano e Nicolò Barella presentano ruolini di marcia non privi di ombre: se l’esterno del Napoli alterna prodezze a passaggi a vuoto, il capitano nerazzurro ha fallito l’ultima chance nella Supercoppa di Riad. Infine, restano le opzioni legate alla freschezza del giovane Pio Esposito o all’esperienza di Bryan Cristante, sebbene quest’ultimo non abbia mai trovato la via del gol dal dischetto nella massima serie. In un clima di tensione elettrica, la gestione dei nervi dai dodici passi potrebbe risultare il discrimine tra la gloria e un altro, inaccettabile, fallimento sportivo.