La Fiorentina trasforma la trasferta polacca in un’esibizione di forza e cinismo, ipotecando il passaggio agli ottavi di finale di Conference League con un perentorio 0-3 ai danni dello Jagiellonia. In un clima polare, il sodalizio toscano ha saputo gestire le insidie di un avvio contratto per poi dilagare nella ripresa, mettendo in ghiaccio la qualificazione già al match d’andata. Il tecnico Paolo Vanoli, con lo sguardo rivolto al campionato, ha operato un turnover massiccio affidandosi alla cosiddetta “Fiorentina B”, ottenendo risposte eccellenti da chi ha trovato meno spazio finora. Protagonisti assoluti i reduci della finale di tre anni fa, Ranieri e Mandragora, simboli di un legame mai interrotto con questa competizione, chiusi dal sigillo finale di Piccoli su calcio di rigore.
Il ruggito dei veterani: Ranieri sblocca, Mandragora pennella
Dopo una prima frazione equilibrata, in cui i padroni di casa avevano spaventato i viola approfittando di alcune incertezze difensive, la Fiorentina ha alzato il baricentro al rientro dagli spogliatoi. Al 10′ della ripresa, Luca Ranieri ha rotto l’impasse con un’incornata perentoria su cross di Fazzini, capitalizzando una disattenzione della retroguardia polacca. Lo Jagiellonia ha tentato la reazione immediata colpendo un palo con Wdowik, ma la compagine viola non ha perso la bussola. Al 20′, Rolando Mandragora ha messo in mostra tutta la sua qualità balistica, trasformando una punizione dal limite con un sinistro telecomandato che non ha lasciato scampo ad Abramowicz, siglando il raddoppio che ha virtualmente chiuso i conti.
Le scelte di Vanoli: alternative promosse per il derby salvezza
La strategia di Vanoli si è rivelata vincente: lasciare a casa i “big” come Kean e De Gea ha permesso alle seconde linee di mettersi in mostra e ritrovare ritmo partita. Debutto positivo per il terzo portiere Lezzerini, apparso sicuro tra i pali, e prova di sacrificio per Fabbian, adattato in avanti per far rifiatare i titolari. La nota più lieta è arrivata però dall’attacco, dove Piccoli si è procurato e ha trasformato con freddezza il rigore del definitivo 3-0 a dieci minuti dal termine. «Adesso so di avere alternative validissime anche per la Serie A», ha lasciato intendere il tecnico, conscio che la profondità della rosa sarà il fattore determinante per affrontare il lunedì di fuoco nel derby contro il Pisa, sfida vitale per la lotta salvezza.
Verso il ritorno: il Franchi attende una formalità
Il risultato maturato allo stadio Miejski trasforma la sfida di ritorno, in programma giovedì 26 febbraio al Franchi, in una gara di pura gestione. Con tre reti di vantaggio e una superiorità tecnica apparsa evidente nei momenti chiave del match, la Fiorentina può guardare con fiducia al sorteggio degli ottavi. Lo Jagiellonia, pur essendo leader del proprio campionato, ha mostrato limiti strutturali in fase difensiva che la truppa di Vanoli ha saputo punire con regolarità. Il cammino europeo della Viola prosegue spedito, alimentando il sogno di una terza finale consecutiva in una competizione che ormai sembra scritta nel DNA del club gigliato.

