L’onda lunga del derby d’Italia non si esaurisce con le tossine arbitrali, ma deposita sulla scrivania di Luciano Spalletti un’emergenza strutturale che rischia di compromettere il cammino verso la prossima Champions League. In un lasso di tempo compreso tra il duplice fischio di San Siro e le visite mediche del lunedì, la Juventus si è ritrovata improvvisamente priva dei suoi unici due specialisti della fascia destra. L’espulsione (seppur controversa) di Pierre Kalulu e il concomitante infortunio di Emil Holm — fuori causa per circa un mese — impongono al tecnico toscano un esercizio di ingegneria tattica in vista della delicata sfida di sabato 21 febbraio contro il Como.
Ritorno all’antico: il richiamo della difesa a tre
L’impasse negoziale con la sfortuna potrebbe indurre Spalletti a un clamoroso ritorno alle origini, rispolverando quel 3-4-2-1 di eredità tudoriana che sembrava ormai archiviato in favore di un più fluido 4-2-3-1. Senza terzini destri di ruolo a disposizione, la soluzione più lineare porterebbe alla restaurazione di una linea a tre che protegga meglio il cuore dell’area, permettendo al contempo di sfruttare la duttilità dei centrocampisti sulle corsie esterne.
In questo scenario, la figura centrale diventerebbe Federico Gatti. L’ex difensore del Frosinone, scivolato ai margini del progetto tecnico tra infortuni e scelte tattiche, attende un segnale di rilancio dopo mesi di anonimato. Una sua titolarità sul centro-destra permetterebbe a Bremer di agire da perno centrale e a Kelly di ritrovare la posizione sul centro-sinistra, ricomponendo un pacchetto arretrato che offra garanzie fisiche contro le incursioni lariane.
L’opzione conservativa: il trasloco di Cambiaso
Qualora Spalletti decidesse invece di non abiurare il sistema di gioco che ha dato equilibrio nelle ultime settimane, la soluzione obbligata porterebbe al dirottamento di Andrea Cambiaso sulla corsia di destra. L’ex jolly del Bologna, capace di interpretare il ruolo con la medesima efficacia su entrambi i fronti, lascerebbe libera la fascia mancina per l’inserimento di Juan Cabal.
In questa configurazione, la coppia centrale Bremer-Kelly rimarrebbe intatta, ma la Juventus perderebbe la spinta propulsiva costante di Cambiaso sulla sinistra, dovendo affidarsi a un assetto più bloccato. Resta da capire se il tecnico vorrà rischiare una difesa a quattro priva di alternative in panchina o se preferirà la maggiore copertura offerta dal modulo a tre difensori, che garantirebbe anche una migliore gestione degli spazi per esterni come Conceiçao e Yildiz.
Gerarchie in mutamento verso gli spareggi mondiali
La sfida contro il Como non rappresenta solo un bivio fondamentale per la classifica, ma anche un’ultima chiamata per diversi interpreti in ottica nazionale. Il caso di Gatti è emblematico: un giocatore che ha perso il treno della continuità e che oggi appare lontano dalle rotazioni per gli spareggi Mondiali. Una prestazione d’autorità sabato pomeriggio potrebbe riaprire spiragli inattesi, trasformando l’emergenza terzini nella sua personale occasione di redenzione. A centrocampo, resta il monitoraggio costante su Thuram, il cui recupero sposterebbe ulteriormente gli equilibri di una squadra che, pur decapitata sulle fasce, non può permettersi ulteriori passi falsi.
Le ipotesi di formazione
- JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Gatti, Bremer, Kelly; McKennie, Locatelli, Thuram (Miretti), Cambiaso; Conceiçao, Yildiz; David. All.: Spalletti.
- JUVENTUS (4-2-3-1): Di Gregorio; Cambiaso, Bremer, Kelly, Cabal; Locatelli, Thuram (Miretti); Conceiçao, McKennie, Yildiz; David. All.: Spalletti.





