Il verdetto dell’Allianz Stadium è una sentenza senza appello che scuote le fondamenta della Continassa. La Juventus crolla sotto i colpi di un Como d’autore, perdendo per 0-2 uno scontro diretto per l’Europa che si trasforma in una manifestazione di superiorità tattica della compagine di Cesc Fàbregas. Una sconfitta figlia di errori individuali macroscopici e di una fragilità collettiva che i fischi assordanti e i cori della curva — «Vogliamo undici leoni» — hanno sottolineato impietosamente al termine di una gara a senso unico.
L’eclissi di Di Gregorio e il cinismo lariano
La cronaca del match si apre con un dato statistico che fotografa il momento di crisi profonda dei pali bianconeri: in questa stagione, per la tredicesima volta, il primo tiro nello specchio subito dalla Juventus si è trasformato in gol. Al 12′, una percussione centrale di Douvikas apre la strada a Mergim Vojvoda, la cui conclusione mancina — sporcata da una deviazione ma tutt’altro che irresistibile — trova la complicità di un Michele Di Gregorio colpevole di una respinta difettosa che accompagna il pallone in rete. È il gol numero 500 del Como in Serie A, ma è soprattutto il segnale di un’impreparazione mentale che la squadra di Luciano Spalletti non riuscirà più a scuotersi di dosso.
La lezione di contropiede: Caqueret gela Torino
Dopo un primo tempo in cui la Juventus ha rischiato il tracollo su una traversa scheggiata da Da Cunha — nata da una sciagurata leggerezza di Koopmeiners — la ripresa ha certificato l’impasse tattica della formazione di casa. Nonostante l’ingresso di Conceiçao, la Juventus ha subito il raddoppio al 60′ in modo quasi umiliante: su un calcio d’angolo a proprio favore, i bianconeri si sono fatti sorprendere da una transizione micidiale orchestrata dal Como. Un assist al bacio di Da Cunha ha liberato Maxence Caqueret, che ha depositato a porta vuota il pallone dello 0-2, confermandosi tra i centrocampisti più prolifici del 2026.
Sfortuna e nervi tesi: il martedì nero di Locatelli
Il finale di gara è stato un misto di sfortuna e nervosismo. Teun Koopmeiners ha cercato di riaprire i giochi con una punizione magistrale che si è infranta sul palo, mentre Jonathan David, subentrato nonostante le precarie condizioni fisiche, ha fallito un colpo di testa da ottima posizione. A completare il quadro disastroso è arrivato il cartellino giallo a Manuel Locatelli: il capitano, diffidato, salterà per squalifica il prossimo scontro diretto contro la Roma. Un’assenza pesante che priva Spalletti del suo equilibratore in vista di una trasferta che, a questo punto, assume i contorni di un’ultima spiaggia per la permanenza nel gruppo di testa.


